saltare i pasti fa ingrassare?

Posted: 25 ottobre 2016

Molte volte i pazienti che giungono in ambulatorio per problemi di peso hanno un’alimentazione totalmente squilibrata e spesso saltano anche i pasti. Se l’obiettivo è la perdita di peso non c’è cosa più sbagliata di prolungare la fase di digiuno saltando a piè pari un pasto.

Privare l’organismo di nutrienti non porta a una riduzione della massa grassa, anzi!

Vediamo insieme che, saltare i pasti comporta:

  • un rallentamento del metabolismo: ciò si traduce, in poche parole, a dover mangiare sempre meno per poter mantenere il proprio peso
  • aumento della massa grassa: il corpo risponde al lungo periodo di digiuno “facendo scorta”, interpretando il digiuno come una carenza di nutrienti non volontaria
  • riduzione della massa muscolare
  • rischio di carenze nutrizionali

Il digiuno è una condizione che mette “in allarme” il nostro organismo e comporta la liberazione di una serie di ormoni che agiscono a livello sistemico. In primis c’è un’aumento della produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali: il cortisolo è strettamente correlato allo stress e comporta un maggior stato di nervosismo. Inoltre digiunare significa portare l’organismo a un calo di zuccheri (aumento del glucagone) e questo fa sì che venga stimolato il senso di fame, una fame nervosa e vorace. Il risultato? Al pasto successivo si mangerà molto di più, andando alla ricerca soprattutto di carboidrati e rallentando molto la digestione.

piatto-vuotoQuando si digiuna si perdono prima i liquidi, poi la massa muscolare e infine i grassi. La carenza di nutrienti spinge il nostro organismo a richiedere zuccheri (ne ha bisogno il cervello in “allarme”), che vengono prodotti anche endogenamente partendo dalle proteine e dai grassi. Ma questi grassi non sono quelli usati nella situazione di digiuno: infatti per produrre zuccheri il nostro organismo usa le proteine della massa muscolare. Cosa significa? Significa che digiunare porta a una perdita di massa muscolare e un aumento conseguente di massa grassa. Questa “nuova” ripartizione della composizione corporea conduce a un inevitabile rallentamento del metabolismo!

quindi che fare?

In questo articolo avevo spiegato come andrebbe ripartita la giornata alimentare: minimo 3 pasti, colazione, pranzo e cena, a cui è possibile aggiungere un paio di spuntini spezzafame.

Capisco benissimo che molte volte, soprattutto per motivi lavorativi, un pasto è a rischio…ma tra il bianco del pasto equilibrato e il nero del nulla ci sono una serie di tonalità di grigi che non si devono per forza tradurre in un fast food.

Serve un pochino di organizzazione per gestire questi pasti a rischio, questo è vero, ma il vostro corpo ve ne sarà eternamente grato.

qualche pratico consiglio

Non ditemi che durante la giornata, tra un appuntamento di lavoro e un altro non trovate neppure 10 minuti di tempo per sgranocchiare qualcosa, anche in macchina tra uno spostamento e l’altro…Queste sono tutte idee di cibi pratici che potete portarvi in borsetta per far fronte a questi pasti improvvisati e very fast!

  • un pacchetto di cracker biologici + qualche pezzetto di grana + qualche noce + un frutto
  • un uovo sodo + un frutto + qualche mandorla
  • gallette di riso (pacchetti da 2-4) + mix di frutta secca + carotine baby

La regola è comunque quella di bilanciare al meglio gli altri pasti.

Saprete già che sarà una giornata impegnativa e il pranzo sarà ridotto al minimo? meglio partire con una colazione salata allora (su Facebook o Instagram)!

Ricordatevi sempre di affidare la vostra salute a un professionista!

F.

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