prepararsi per 40 giorni a NY, come si fa?

Posted: 4 marzo 2017

Manca davvero poco alla mia partenza per New York! Oggi voglio raccontarvi un po’ di più di questo mio viaggio e scrivere un post che esula dal tema alimentazione, raccontandovi i miei preparativi. E’ un’introduzione a una serie di articoli che pubblicherò nella categoria la mia esperienza newyorkese, dove certamente parleremo anche di cibo e vi farò visitare la città anche dal punto di vista gastronomico.


Ma partiamo dall’inizio.

Ho deciso di voler fare questa mia esperienza a NY quasi un paio di anni fa, ma in verità l’amore per la Grande Mela lo nutro dai tempi del liceo. Guardavo (e tutt’ora guardo) film e telefilm solo perchè ambientati a NY, leggevo (e tutt’ora leggo) libri che raccontano della storia di persone nate e vissute qui ed è così che ne sono rimasta ammaliata, senza mai averla vista e vissuta. Questo fino al giorno della mia laurea in Dietistica, quando i miei genitori, con una sorpresa ricevuta appena stappata la bottiglia di Franciacorta, mi hanno messo in mano due biglietti aerei (per me e la dolce metà). Sarei partita per la città dei miei sogni dopo soli 3 giorni. Avrei visto l’accensione dell’albero in Rockefeller Center, solo più tardi avrei scoperto di avere anche due biglietti per poter pattinare sul ghiaccio su quella pista vista in Sendipity. Insomma, lacrime agli occhi. E quello sì, è stato un viaggio indimenticabile, ma una settimana è stata troppo breve per vivere il mio sogno. E’ da quel dicembre 2014 che penso a come tornare!

Un’altra cosa che mi ha spinto a voler organizzare un’esperienza di questo tipo è il mio passato da “linguista”. Mi spiego meglio: al liceo ho studiato lingue, abbandonando poi questa strada in favore delle scienze. Non ne ero portata forse? Sicuramente la mia poca intraprendenza non mi aiutava. Certo, dopo il liceo ho sempre cercato di tenere allenato almeno l’inglese, leggendo, guardando film e parlandolo quando possibile. Ma questo no, non mi sembrava sufficiente e no, il “parli bene inglese, però qualche ora di conversazione ti renderebbe più sicura” mi aveva stufata. Il fatto che durante i 5 anni di liceo non mi sia mai buttata a fare un’esperienza all’estero come alcune mie compagne iniziava a pesarmi. A 25 anni è arrivato il momento anche per me!

I miei 40 giorni a NY, come mi sono preparata?

  1. Per prima cosa il volo. Ovviamente avendo già individuato il periodo in cui voler andare, il volo l’ho prenotato con laaaargo anticipo, pagandolo davvero poco. Volerò con Alitalia, da Milano Malpensa diretto al JFK. Non sono abituata ai voli così lunghi e la scorsa volta il jet lag è stato pesantuccio. Così, invece di partire con il volo delle 10:00 ho optato per quello delle 13:30 (con l’illusione che il post-pranzo mi possa mettere sonnolenza….), mi sono già fatta passare dallo zio le sue miracolose pastiglie tranquillanti che inducono il sonno (non sono dei veri e propri sonniferi) e procurata un cuscino da collo, di quelli gonfiabili ed ergonomici (amazon mon amour!). Outfit comodo, pantaloni della tuta, felpa perchè in aereo si iberna sempre e calze elastiche: c’è tutto! Speriamo in bene di dormire almeno 4-5 ore, il resto del tempo guarderò un film, mi alzerò e berrò tanta acqua: già, mantenere una buona idratazione in volo è in-dis-pen-sa-bi-le.
  1. Prima della casa ho pensato al corso di inglese. Già pensavate che sarei andata 40 giorni a zonzo. No no, ho optato per fare 3 ore di corso di inglese al giorno. Di scuole ne ho guardate diverse, ma alla fine, affidandomi ai consigli di una collega che ha fatto un’esperienza simile un paio di anni fa, ho optato per la Kaplan International English. A NY ha due sedi, una a SoHo e l’altra all’Empire State Building…inutile dirvi che la mia scelta è ricaduta sulla seconda sede. Ho preso contatti con la scuola a ottobre: grazie al mio tempismo ho potuto approfittare di un prezzo vantaggioso (quasi 300 dollari in meno, dite poco!)
  1. Ecco il momento della casa. E’ stato difficile all’inizio, per una serie di disguidi e dubbi: Airbnb sì o no? Per chi non lo conoscesse, si tratta di un sito (che io uso per quasi tutti i miei viaggi) in cui è possibile trovare appartamenti o stanze per brevi affitti. Il problema è sorto quando, informandomi, ho letto che a NY l’affitto tramite Airbnb era “illegale”. Ma come? Due anni fa l’abbiamo usato senza problemi (topi a parte, ma questa è un’altra storia…). Il fatto è che gli appartamenti di Airbnb hanno dei prezzi molto vantaggiosi rispetto agli hotel, cosa che agli albergatori newyorkesi non andava molto a genio. E così nella città di NY (credo solo in quella) ora è nata una nuova legge a regolamentare gli affitti: è possibile usare Airbnb per affitti superiori ai 30 giorni. Ok, la cosa  non mi riguarda..via libera alla ricerca! E cerca e ricerca ho trovato un appartamentino carino (o almeno, così sembra dalle foto) in Upper West Side, vicinissimo a Central Park e al museo di Storia Naturale.
  1. Prima di partire bisogna ricordarsi di fare l’ESTA, che è l’autorizzazione per poter mettere piede su suolo americano, ha un costo di 14 dollari, validità di due anni dal momento in cui viene rilasciata. Una volta fatta la domanda bisogna attendere l’autorizzazione e stamparla. Sarà poi da esibire al momento del check-in in aeroporto.
  1. E l’assicurazione sanitaria, sì me la sono ricordata. La prima volta che sono andata a NY non so come/se l’avevo fatta: essendo stata una sorpresa non me ne sono preoccupata, probabilmente era compresa nel biglietto aereo. In questo caso, però, è stato opportuno fare una buona assicurazione sanitaria perchè in America i prezzi per la sanità sono alle stelle. Non che voglia finire in pronto soccorso, ma non si sa mai… Con la scuola di inglese ho compresa anche l’assicurazione sanitaria, però vi consiglio di informarvi bene prima di partire. 
  1. Altra questione per cui mi sono informata è il telefono. E’ vero che NY pullula di WiFi, ma devo tener conto che a casa ho una famiglia e un fidanzato che è meglio io tenga aggiornati su spostamenti e programmi. Informandomi sul web ho capito che la principale compagnia telefonica negli USA è At&t, la quale offre dei piani prepagati, ma credo che opterò per uno di quelli offerti dalla T-Mobile. Quest’altra compagnia offre il piano Simply Prepaid, il quale ha tre diverse grandezze: $60: 10GB di dati in 4G e telefonate e SMS illimitate verso numeri americani; $50: 5GB di dati in 4G e telefonate e SMS illimitate verso numeri americani; $40: 3GB di dati in 4G e telefonate e SMS illimitate verso numeri americani.Come potrete vedere questi piani non includono telefonate verso l’Italia. E’ però possibile aggiungere per $15 telefonate illimitate verso numeri fissi e mobili.
  1. Certa che userò le mie gambe il più possibile, sono anche realista: quando e se pioverà/nevicherà/gelerà vorrò davvero camminare su e giù per Manhattan tutto il dì? Meglio informarsi per la metro. Ho scoperto che c’è la possibilità di acquistare la la Unlimited Ride Metrocard che è disponibile in due tagli: da 7 e da 30 giorni. Ovviamente opterò per i 30 giorni con un costo di…………..
  1. Un mesetto prima della partenza sono piombata in banca con una domanda chiara: “Andrò in America per 40 giorni. Parto con contanti o pago tutto con la carta?!”. La risposta del gentilissimo direttore della mia filiale è stata semplice: “Là pagano anche il caffè con la carta e la tua non ha commissioni all’estero”. Ho solo dovuto far alzare il plafond della carta, richiedere un minimo di contanti e dovrò contattare nuovamente la filiale tra qualche giorno per avvertirli della mia partenza. Mi hanno infatti informata che continui pagamenti con carta in uno stato straniero potrebbero “insospettire” e portare al blocco della carta stessa. No, non può succedere una cosa del genere!! Avvisiamo tutti per bene che sono IO in America, non c’è alcun ladro!
  1. Diversamente dalla prima volta in cui andai a NY, quando mi ero preparare la lista dei bar e ristoranti per mangiare in giro per la città, questa volta mi sono fatta una lista dei supermercati e market in cui andare a fare la spesa. Ma ne parlerò meglio in un articolo dedicato.
  1. Ed ecco il punto cruciale di tutta la preparazione. Fare una valigia per 40 giorni. Come si fa??! Ho iniziato a buttare giù un elenco, pensando che mi dovrò munire un po’ di tutto: dalle magliette a mezza manica al maglione di lana. Preparare valigie “a cipolla” non è mai stato un problema per me, ma per 40 giorni…aiuto! Suggerimenti? Più che altro sono più o meno certa del numero/tipologia di maglioni, pantaloni, vestiti, ma ho il problema di non sapere che giubbotti portare. Ho il timore di portare qualcosa che sia troppo pesante o troppo leggero. La temperatura è più o meno come quella a Milano, ma so che l’inverno newyorkese, a causa delle correnti, può tardare ad andarsene e che gli ultimi fiocchi di neve possono cadere anche ad aprile. E’ anche vero che, come dice mia “zia”, se ti manca qualcosa NY è il posto giusto dove comprarla! Infatti punto a partire con qualche buchetto nella valigia: non le vuoi comprare quelle 2-3 cose?! Per la valigia mi è venuta in aiuto una cara amica che mi ha procurato un bel valigione da viaggio, con comode rotelle, e una 24 ore, che è un borsone morbido da usare come bagaglio a mano. Per compattare il tutto nella valigia credo che userò dei sacchetti di plastica che creano il sottovuoto: basta arrotolarli per far uscire l’aria!

Chi si accinge a visitare una città normalmente stila una lista di tutti i posti e le attrazioni da vedere. Io, avendo già vissuto la città da tipica turista, molte cose le ho già viste: sono salita sul Top of The Rock e sull’Empire, ho fatto la gita a Liberty Island e Ellis Island, ho visitato i musei più importanti (MoMa, 9/11, Museo di Scienze Naturali..ok, manca il Metropolitan, ma non sono molto da musei..), ho camminato sulla High Line e in lungo e in largo per il Village, Downtown, Fifth Avenue e Central Park. Ma, obiettivamente mi mancano delle tappe importanti, da fare assolutamente in questi 40 giorni.

Ve ne parlerò direttamente da là…

F.

P.s. Ovvio che se avete dei consigli sono più che accettati!

2 Comments

  • Monia 9 marzo 2017 at 12:58

    Ciao Francesca, ti scopro solo oggi alla vigilia della tua avventura… ti seguirò sui social perchè sono curiosissima ed invidiosa 🙂

    Reply
    • franci 9 marzo 2017 at 14:01

      Ciao Monia, piacere di averti tra i miei lettori! Nuovo articolo a riguardo appena pubblicato!!

      Reply

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