Alta Badia – scivolando tra i rifugi

Posted: 6 marzo 2018

E’ da quando ho tre anni che frequento e i paesaggi incondizionati dell’Alto Adige e negli anni ho imparato a conoscerli ed amarli. Con la mia famiglia per anni ho trascorso le vacanze natalizia all’Alpe di Siusi, luogo che racchiude dolci ricordi e in cui negli ultimi anni sono tornata. L’Alta Badia invece è stata una scoperta matura grazie al Dottore: anche se il primo approccio non è stato dei migliori (“Voglio tornare a Siusi…”), ora l’apprezzo più di quanto avessi immaginato. Piste infinite, Sella Ronda, pista del Lagazuoi, su La Crusc, sul Kronplatz. Uno più bello dell’altro!

La Valle, Colfosco, Corvara, La Villa, San Cassiano.
Paesi suggestivi, ma la vera magia per me si manifesta più in alto, tra la roccia e la neve.
La’ dove ci si sposta scivolando sulle lame degli sci.
La’ dove il vento quando tira non scherza, dove l’aria sa di cannella.

Vi lascio quindi di seguito una piccola guida dei posti che sono diventati tappe fisse del nostro vagabondare montanaro (NB: nulla di dietetico, molto di gourmet!).

E se mi chiedete, dove posso dormire?

Vi lascio il nome di due posti meravigliosi che mi hanno conquistata, dove l’ospitalità è eccelsa.

Chalet d’Ert, La Valle
Ci siamo stati con la famiglia del Dottore e tutti noi insieme contiamo 6-7 persone. Due anni fa abbiamo trovato questa chicca: chalet completo, 3 piani, 6 letti, con una sala da pranzo e salotto spaziosi e accoglienti, una stube e una cucina equipaggiata. Basta guardare le foto per innamorarsene.

Chalet Mornà, Longiarù
E’ fuori dal caos dei paesi dell’Alta Badia. Si tratta di uno chalet ottenuto dal vecchio mulino del paese, da cui si sono ricavati diversi appartamenti di diversa metratura. In quell’occasione eravamo solo io e il Dottore, nel nostro appartamento con bagno, camera da letto, cucina e soggiorno. La cosa comoda e golosa è che la colazione viene servita in una sala comune e prevede, oltre alla vista sui monti, un buffet molto vario e un’attenzione nei dettagli fantastica. La proprietaria è originaria di Brescia, molto accogliente e sempre disponibile. Nello chalet inoltre c’è una piccola zona relax, dove concedersi una sauna e un pacifico momento di lettura. 

Gli Ütia, ovvero i rifugi


Alcuni di questi negli anni si sono evoluti, sono cresciuti e si sono modernizzati, diventando oasi culinarie, dove il cibo diventa tutto. Ogni anno alcuni tra gli chef più importanti del mondo si riuniscono creando nuovi piatti che vengono proposti nei rifugi aderenti: tenete sempre controllato il sito www.altabadia.org e il profilo @alta_badia_official per conoscere tutte le iniziative!

Santa Croce

Uno dei più suggestivi e rustici, che non ha abbandonato la tradizione per la modernità. E’ un piccolo rifugio che sorge vicino alla chiesetta di Santa Croce. Specialità è la polenta in tutti i modi: con ragù, con funghi o con formaggio fuso.

Las Vegas

Si tratta di una tipica struttura alpina che è stata rivisitata in chiave moderna. Questo è il posto di uova, speck e patate oppure, per una merenda golosa con lo strudel e vaniglia calda.

Utia Jimmi

Sul confine tra Val Badia e Val Gardena, con vista sul Gruppo Sella, è un rifugio recuperato dal vecchio fienile in legno. Menù ricco di piatti della tradizione, spesso rivisitati in chiave originale. Consigliano di provare le grappe aromatizzate che produce il proprietario!

Moritzino

Senza dubbio il più mondano di tutti, una vera istituzione in Val Badia. Si trova in cima a Piz La Ila. D’obbligo è fermarsi a fine giornata per un bombardino o un calice di buon vino e due salti danzanti, prima di affrontare la Gran Risa con il sol calante. 

Scotoni

Il Dottore ama la carne alla brace e questo è il posto che vi consiglio più di tutti. Si trova al Lagazuoi e per raggiungerlo si deve affrontare una pista panoramica tra le più belle che abbia fatto, per non parlare dei cavalli che a fine pista ti trainano! Una volta arrivati si sente il profumo uscire dai comignoli! Io, che non amo particolarmente la carne, qui ho trovato una delle migliori Kaiserschmarren della valle. Che piatto è? E’ in assoluto il mio piatto altoatesino preferito e si tratta di una frittata dolce servita con composta di mirtilli!

Punta Trieste

Alto posto per gli amanti della carne alla brace, stinco e costine. Non di certo tra i miei preferiti, ma non posso inserirlo. Fosse solo per le loro patate alla paprika!

Grazie a Giulia di Tulipani a Colazione ho arricchito il post di consigli che scavallano la Val Badia.

Giulia ci parla del famoso “giro dei quattro passi” (il Sella Ronda) che collega i passi Sella, Pordoi, Campolongo e Gardena e può essere percorso sia in senso orario che antiorario. Uno dei tanti rifugi tra le piste dove ama fermarsi è il Trojer Hutte, un binomio perfetto tra natura e buon cibo. I suoi piatti preferiti? Canederli in brodo e spiegeleier (uova all’occhio di bue) con speck e patate.

Giulia ha una routine che approvo e condivido in pieno: sveglia prestissimo, colazione abbondante e subito all’apertura degli impianti! Durante la mattinata scia senza sosta (anche se la barretta di cioccolata in seggiovia non manca mai!), per poi fermarsi per una lunga pausa pranzo che, se il meteo lo consente, prevede anche una bella dose di tintarella! Dopo circa un’ora e mezzo si riparte! Un rifugio perfetto per la pausa pomeridiana  è il Des Alpes, che si trova all’arrivo della funivia Col Rodella; nel pomeriggio il locale si anima con tanta musica, grappe e bombardini. E infine la tappa in una pasticceria locale non può però mancare: a Campitello di Fassa consiglia la pasticceria Marlene, dove servono ogni tipo di prelibatezza dolce della zona, tra cui un ottimo strudel di mele senza zucchero, un compromesso perfetto!

Correte a leggere il suo post sulle bellezze altoatesine!

F.

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