intolleranza alimentare? Come gestirla

Posted: 16 settembre 2015

Scoprire di avere un’allergia o un’intolleranza alimentare può essere un colpo, un trauma, una scoperta da non voler fare. Comporta un cambiamento inevitabile delle proprie abitudini, l’esclusione dalla dieta degli alimenti implicati e porre un’attenzione in più a quello che si mangia, sia in casa che, soprattutto, fuori casa. Se non si sa come approcciare correttamente un’allergia o intolleranza questo può comportare un’iniziale “difficoltà sociale”, avete mai provato ad andare a cena e chiedere alimenti che non contengano né latte, né uova e magari neppure glutine?  Ecco che la risposta potrebbe essere -non uscire più a cena!

Ma non dev’essere per forza così, state tranquilli!

Certo, ci si deve informare, si deve avere pazienza, si deve imparare a chiedere al bar “è possibile avere un caffè macchiato con latte di soia?”, ma nulla vieta che, dopo un primo e neppure troppo lungo periodo di adattamento, si può uscire con gli amici a cuor leggero, avendo imparato benissimo a individuare gli alimenti off-limits!

un piccolo appunto: quali esami?

Oggigiorno ci sono i test più disparati che millantano di individuare le allergie e soprattutto le intolleranze: molti di questi test non sono validati scientificamente e non ci sono prove in letteratura che dimostrino la loro validità e pertanto possono portare all’esclusione dalla dieta di numerosissimi alimenti. Tutto questo erroneamente. Vediamo quali sono i test validati:

I test per le allergie alimentari sono: prick tes, prick by prick, dosaggio delle IgE specifiche, prova di scatenamento; per le intolleranze alimentari sono: breath test, test genetico o prelievo di glucosio ematico per l’intolleranza al lattosio; per la celiachia sono: test sierologici (IgA contro la transglutaminasi tissutali e l’endomisio, IgA e IgG contro la gliadina), biopsia del tenue, test genetico

la mia esperienza

Apro la busta contenente il risultato del test al lattosio e scopro di esserne intollerante. Bene, una dietista figlia di un casaro era già di per sè un fatto strano, ma se ci aggiungiamo pure l’intolleranza al lattosio…beh, la questione fa proprio ridere!!

Tralasciando questo aspetto, come l’ho presa? Piuttosto bene e voglio condividere con voi la mia esperienza per vedere come è possibile gestire una scoperta di questo genere, dimostrandovi che non è così impossibile rivedere le proprie abitudini. Certo che l’intolleranza al lattosio non è limitante come altre, celiachia in primis. Scoprire di essere celiaci in età adulta è sicuramente una questione più difficoltosa da gestire, necessità una perfetta conoscenza degli alimenti vietati e una dieta ferrea da seguire, ma questo lo affronteremo un’altra volta.

Oggi mi focalizzo sulla gestione dell’intolleranza al lattosio, argomento che può essere comunque traslato per altre tipologie di intolleranze

intolleranza_lattosioNon esiste una ricetta o uno strumento comune per tutti: ogni individuo deve seguire un percorso diverso, adatto a sé.

{Postilla sull’intolleranza al lattosio > La dose di lattosio sopportata va ricercata individualmente, valutando la comparsa degli eventuali sintomi. Ad esempio si possono tollerare lo yogurt, la panna, i formaggi dove c’è un contenuto minore di lattosio. Se l’organismo non assume per un certo periodo lattosio, può accadere che non venga più prodotta la lattasi, ma se ci si riabitua piano piano all’assunzione di lattosio, introducendo gradualmente i latticini, l’organismo può riprendere a produrre l’enzima e l’intolleranza può risolversi.}

Step 1. Fare una lista

Personalmente, la prima cosa che ho fatto appena scoperto la mia intolleranza è stata quella di fare una lista, prima mentale, poi per iscritto. La lista comprende tutti i cibi e le ricette che amo, a cui difficilmente potrei rinunciare e ai quali dovevo tassativamente trovare un’alternativa.

Nella mia lista? Pizza, latte, yogurt, melanzane alla parmigiana, gelato e (mannaggia!) la torta di compleanno!

gestione intolleranzeQuindi carta, penna e fate mente locale a tutti gli alimenti che diventano “vietati”.

Step 2. Trovare valide alternative

Riprendendo in mano la lista ho pensato a come sostituire il lattosio.

Facile per il latte: ho la fortuna di non disprezzare il latte di soia, ma ho trascorso una buona mezz’ora nel reparto “alimenti biologici” di un grande supermercato per trovare quello adatto a me. Non volevo un latte di soia contenente zuccheri aggiunti o altri dolcificanti e, soprattutto, ne volevo una tipologia che fosse fortificato di calcio…alla fine l’ho trovato!

Yogurt: un po’ lo stesso discorso che vale per il latte, ma, dato il ridotto contenuto di lattosio, sarà il primo alimento che proverò a reintrodurre tra un mesetto

Pizza: Quando proprio non ne potrò più di ordinare una focaccia con taaante verdure (e magari scaglie di grana, perché il grana ha un contenuto di lattosio pressoché nullo), ho deciso che me la farò io, a casa, integrale usando la mozzarella senza lattosio (working in progress @ Caseificio del Cigno)

E per il gelato? Mi ha soccorso il gelataio di fiducia!

Step 3. Controllare le etichette

Un’altra cosa che bisognerebbe fare è controllare le etichette dei prodotti che abbiamo in dispensa e che normalmente mangiamo. Sapete che molto allergeni si nascondono bene bene all’interno della lista degli ingredienti? Quindi anche io ho controllato che i miei biscotti preferiti non contenessero latte, che i cracker che ogni tanto tengo in borsa non avessero nascosto il lattosio… E voi fate lo stesso? Lente di ingrandimento, confezioni alla mano controllate tutte le piccole diciture ed eliminate dai vostri armadietti i prodotti a cui dovete dire “addio”.

Step 4. Cercare su riviste o web ricette valide e salutari

Perché dire addio per sempre a delle ricette se esistono le alternative lactose-free?

Invece di abbondare la mia alimentazione di latticini senza lattosio (ad eccezione della mozzarella per la pizza di tanto in tanto) ho preferito spulciare siti e riviste di ricette per scoprire che molti piatti possono essere gustosi anche senza lattosio. Ok, dovrò rinunciare, per un po’ almeno, alla pasta con la ricotta, ma in compenso ho trovato altre ricette interessanti. Su uno di questi siti ho trovato e riadattato (reso un po’ più salutare) la ricetta per la torta di mele… fiu, compleanno salvato!

Step 5. Probiotici

I probiotici possono essere amici preziosi nel caso di intolleranza e possono essere usati per ripristinare la flora intestinale e favorire il benessere. Chiedete indicazioni al farmacista riguardo ai periodici migliori per le proprie necessità.

ptobioticiStep 6. Chiedete e vi sarà offerto

Lo ammetto, dover importunare tutti i camerieri per sapere se per la preparazione dei piatti è usato l’ingrediente vietato può farvi passare per “maniacale-rompiscatole”, ma non dovete farci caso. Via la vergogna e chiedete, chiedete, chiedete…in fondo è il loro lavoro saper darvi una risposta e voi dovete pensare che la vostra salute è ben più importante. Ah, ultima cosa, chiedete e sorridete!!

Alla fine provate a concentrarvi su ciò che potete mangiare, piuttosto che su quello che non potete! Ci potranno essere momenti di crisi, momenti in cui dire NO è difficile, ma siate ottimisti e ce la farete…per qualsiasi domanda o consiglio, una mano spero di riuscire a darvela (e ne sarò felice!).

F.

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