Gli alimenti nemici della fertilità

Posted: 14 giugno 2018

La fertilità è influenzata da numerosi fattori, alcuni più forti di altri. Mentre alcuni di questi fattori non sono sotto il nostro controllo, molti altri li possiamo controllare o, meglio, possiamo decidere di controllarli!

Tra questi l’alimentazione!

Scegliere con cura gli alimenti da inserire nella propria alimentazione è un atto d’amore. Tanto più se il desiderio è quello di far arrivare la cicogna! La fertilità può essere quindi compromessa anche dal consumo di alcuni alimenti.

Attraverso la nostra alimentazione possiamo infatti modulare i nostri ormoni e garantirci i nutrienti essenziali per vivere in salute e con l’equilibrio ormonale ottimale.

Per avere un quadro generale su come funzionano gli ormoni di una donna leggete l’articolo riguardante il ciclo mestruale e le sue fasi.

In particolare sappiamo che gli estrogeni hanno un equilibrio influenzato all’insulina. Ciò significa che un consumo eccessivo di zuccheri e alimenti ad alto carico glicemico può favorire un elevato livello di estrogeni.

E troppi estrogeni (o troppo pochi!!) sono causa di numerosi disturbi ormonali e patologie: irritabilità, mal di testa premestruale, craving dei carboidrati, aumento del grasso a livello della pancia (la pancetta odiosa!) ritenzione idrica, pelle impura, fino alla sindrome dell’ovaio policistico.

Li vogliamo vedere insieme questi alimenti nemici della fertilità?
Zuccheri semplici

Una dieta ricca di carboidrati semplici raffinati è associata a infertilità e cicli anovulatori. Diversi studi hanno dimostrato come una dieta ricca di zuccheri aumenti del doppio le probabilità di avere cicli senza ovulazione. Tutto ciò è dovuto proprio al picco di glicemia (e di conseguenza di insulina) causato dal consumo di zuccheri semplici. Queste impennate di glicemia e insulina influiscono negativamente sull’apparato riproduttivo e sulle funzioni ormonali. Quindi, sarebbero da evitare: zucchero (bianco, di canna), dolci, fruttosio, bibite zuccherate e succhi di frutta, cocktail analcolici, dolci e merendine confezionati, farine 00.

Inoltre sarebbe consigliabile abbinare una fonte di proteine e/o grassi a un pasto a base di cereali.
Ad esempio un piatto di riso semintegrale con ceci e zucchine.

Grassi saturi e trans

L’infertilità aumenta nelle donne che consumano grassi saturi e trans. Questi grassi si trovano nelle carni grasse da allevamento intensivo e in (quasi) tutti i prodotti industriali contenenti grassi idrogenati e oli vegetali.

Alcol

L’effetto dell’alcol sulla fertilità dipende dalla quantità consumata. L’effetto negativo è sia femminile che maschile. Nell’uomo è dimostrato che un consumo di superalcolici e birra ha un’associazione negativa con la conta spermatica. Nella donna il consumo di alcolici modula i livelli di estrogeni e progesterone, causando irregolarità di ovulazione e disordini mestruali. Se c’è il desiderio di gravidanza, il consiglio è quello di eliminare totalmente i superalcolici, limitando anche vino e birra a consumi sporadici.

Caffè

La caffeina in particolare contribuisce al “furto di pregnenolone”. Un termine difficile, che riassunto significa questo: più caffeina, meno pregnenolone, meno progesterone, meno probabilità di rimanere incinta.
Siete amanti del caffè? Concedetevene al massimo uno-due al giorno, senza zucchero. O ancor meglio potete sostituirlo con una bella tazza di caffè d’orzo o di tè verde.

Xenoestrogeni

Si tratta di sostanze chimiche capaci di esercitare effetti biologici analoghi a quelli degli estrogeni. Sono chiamati infatti disregolatori ormonali e possono causare un’aumento o una riduzione degli estrogeni. Si tratta di diverse sostanze tra cui pesticidi chimici, diserbanti, bisfenolo nei contenitori di plastica e sostanze che troviamo nei cosmetici e prodotti per il corpo.
Se ci sono problemi di fertilità consiglio sempre di cercare di ridurre queste fonti. Come?
Scegliendo ortaggi biologici (nel bio è vietato l’uso di pesticidi chimici); riducendo l’uso di make up e prodotti di bellezza, affidandosi a marchi biologici e controllati; eliminando i contenitori di plastica dalla cucina, sostituendoli con contenitori di vetro (se volete ho scritto un intero articolo a riguardo).

Latticini e formaggi

Si tratta di alimenti ad azione ormonale. Quando è presente uno squilibrio ormonale, il loro consumo può essere consigliato o, viceversa, controindicato.
In particolare,  il consumo di latte e latticini è sconsigliato se si hanno bassi livelli di estrogeni (spesso frequenti in caso di amenorrea) o si hanno cicli anovulatori.
Se invece c’è un problema della fase luteale (bassa concentrazione LH; fase luteale inferiore di 10 giorni) , piccole porzioni di latticini possono essere consumati, soprattutto interi.

Soia

Sono molto scettica nel consigliare il consumo di soia e prodotti a base di soia a ragazze con problemi di fertilità, perchè gli studi sono abbastanza controversi. E’ vero che la soia è ricca di fitoestrogeni e quindi potrebbe potenzialmente determinare degli squilibri ormonali.

E gli alimenti amici?
In generale è dimostrato che donne che seguono diete ricche di alimenti vegetali con proteine di buona qualità, che apportano nella dieta grassi monoinsaturi, latticini interi e non magri (se non ci sono controindicazioni), cereali integrali e mantengono un buon controllo glicemico hanno meno problemi di fertilità.

Li vedremo meglio nel prossimo articolo!

F.

[fatemi sapere se questi temi vi interessano e se volete approfondire maggiormente qualche tematica precisa!]

Bibliografia: Handbook of Fertility: Nutrition, Diet, Lifestyle and Reproductive Health, Ronald Ross Watson PhD

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