focus: toxoplasmosi, cosa fare?

Posted: 11 dicembre 2017

Test di gravidanza positivo. Si fissa la visita dalla ginecologa e tra la sfilza degli esami del sangue compare lui: toxoplasma.

Di cosa si tratta?
La toxoplasmosi è una malattia infettiva che viene trasmessa dagli animali, generalmente da mammiferi e uccelli che hanno ingerito e sono portatori di un parassita, il Toxoplasma Gondii. L’ospite principale di questo parassita è il gatto.

In una persona sana, la toxoplasmosi è in genere asintomatica o al massimo si manifesta con sintomi simil-influenzali (nausea, febbre, stanchezza, ingrossamento dei linfonodi del collo) e si risolve spontaneamente.

In gravidanza le cose cambiano: il virus, infatti, è in grado di attraversare la placenta e infettare anche il piccolo con gravi conseguenze, come danni neurologici, ematici e cecità. La gravità dei danni dipende soprattutto dall’epoca della gestazione in cui avviene l’eventuale infezione: nel primo trimestre c’è un alto rischio di aborto spontaneo, mentre nel secondo trimestre è molto più probabile che il feto riporti disturbi cerebrali. Nell’ultima fase della gestazione, invece, le conseguenze non sono così gravi perché il bambino è più maturo e formato.

Bisogna valutare appena possibile si si è immuni o meno alla toxolasmosi attraverso il toxo-test, da ripetere il test almeno un paio di volte durante i nove mesi.

Come interpretare il toxo-test?

E’ un semplice esame del sangue che serve alla ricerca di anticorpi anti-toxoplasma: le IgG e le IgM. L’IgM è tipico della fase acuta della toxoplasmosi (lo si trova quindi nel sangue di chi ha appena contratto il virus)  mentre l’IgG rappresenta la ‘memoria’ dell’infezione ed è presente nell’organismo di chi ha avuto la malattia ed è guarito.


Una volta eseguito l’esame, la donna potrà avere uno di questi esiti:

  • Toxo-test negativo con IgG e IgM negative: significa che la donna non ha mai avuto la malattia in passato e che non la presenta in quel momento. Significa che esiste il rischio di contrarre l’infezione durante la gravidanza e c’è la possibilità di trasmetterla al feto, con potenziali malformazioni.
  • Toxo-test positivo con IgG positive e IgM negative: Significa che la futura mamma è immune, che ha già contratto la malattia e che è protetta da successivi contagi perchè il suo sistema immunitario ha già sviluppato gli anticorpi. La gravidanza potrà quindi essere vissuta con maggiore serenità, concedendosi anche gli alimenti normalmente ‘vietati’ alla futura mamma che è a rischio…sempre con qualche accortezza!

Se il test riposta IgG negative e IgM positive indica che la malattia è in corso e occorre approfondire la situazione con altri test, ovvero datare l’inizio dell’infezione per valutare il rischio che sta correndo il feto.

Come ci si può contagiare?

La donna in gravidanza può contrarre la toxoplasmosi cibandosi di carni infette oppure, più frequentemente, venendo a contatto con materiale fecale di gatti infetti.

E’ quindi opportuno che la futura mamma, se a rischio (toxo-test negativo), osservi alcune norme igieniche e alimentari fino al parto.

Ecco cosa fare per vivere i nove mesi serenamente
  • Non consumare carne e pesce crudo o poco cotto (es. roast-beef, carpaccio, tagliate “al sangue”, pesce scottato, tartare…).
  • Non consumare salumi e affettati crudi (prosciutto crudo, bresaola, salame, coppa..). Sono consentiti i salumi cotti (prosciutto cotto, mortadella, pollo e tacchino..).
  • Lavare bene la verdura e la frutta, eliminando tutte le tracce di terriccio. Lasciate a mollo con bicarbonato per 15 minuti e asciugate.
  • E’ comunque preferibile consumare verdure cotte e frutta sbucciata, evitando le tipologie che stanno a stretto contatto con il terreno (insalate, fragole…)
  • Avere accortezza nel pulire la lettiera del gatto. Meglio mettere i guanti e lavare accuratamente le mani dopo aver toccato terriccio, lettiera e vegetali sporchi di terra
  • Attenzione alle contaminazioni in cucina: pulite bene i piani da lavoro, gli assi e i coltelli che vengono a contatto con alimenti crudi (carne, pesce, verdure…)
  • Cottura e congelamento sono i vostri amici: le forme infettanti di toxoplasma vengono eliminate con il calore a 67°C per almeno 4 minuti.  Anche il congelamento casalingo (-12°C/-15°C per 2 giorni) garantisce la sicurezza del prodotto.
Un’altra infezione a cui la futura mamma deve prestare attenzione è la listeriosi.

La Listeriosi si trasmette attraverso il contatto con animali infetti o alimenti contaminati. La trasmissione al feto si manifesta soprattutto nel 3° trimestre ed è causa di abortività. Per ridurre il rischio di contagio è buona cosa:

  • Consumare latte e derivati solo se pastorizzati ed evitare formaggi erborinati (gorgonzola), a crosta molle (taleggio, brie..)
  • Lavare molto bene gli ortaggi
  • Cuocere molto bene gli alimenti
  • Mantenere pulito il frigorifero e i piani di lavoro per evitare contaminazioni crociate tra gli alimenti
  • Non consumare prodotti gastronomici senza prima averli nuovamente scaldati ad alte temperature

Detto questo, future mamme non abbiate paura. Immagino che quei nove mesi siano carichi di emozioni e di preoccupazioni, di pensieri e di sentimenti contrapposti. Vivete queste “regoline” non come delle ulteriori restrizioni alla vostra vita, ma come gesti d’amore per la creatura che verrà.

F.

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