focus: il controllo glicemico

Posted: 17 gennaio 2018

Fin da subito, tra gli esami del sangue della futura mamma deve comparire la glicemia: entro la 12^ settimana se si osservano valori a digiuno ≥ 126 mg/dl o di glicemia casuale > 200 mg/dl e glicata ≥ 6.5% la donna è considerata diabetica da prima della gravidanza.

Perchè si controlla la glicemia?

Perchè si vuole verificare che nella futura mamma non si instauri la condizione di diabete gestazionale.

Il diabete mellito gestazionale (GDM) è caratterizzato da un’intolleranza glucidica di entità variabile, che inizia o viene diagnosticata per la prima volta in gravidanza e, nella maggior parte dei casi, si risolve non molto tempo dopo il parto. Screening e diagnosi di GDM costituiscono un argomento storicamente controverso.

Il test per la diagnosi tendenzialmente viene prescritto dal proprio ginecologo fra la 23esima e 28esima settimana di gravidanza; in alcuni casi il test viene proposto prima, intorno alla 16-18esima settimana. Il test consiste nella curva da mini carico di glucosio: si misura la glicemia e successivamente si fa assumere alla donna 75 gr di glucosio, ricontrollando i valori glicemici dopo 1 ora e dopo 2.

Per quale motivo si instaura il diabete gestazionale?

La causa principale  è legata al nuovo assetto ormonale: per garantire il necessario apporto di zuccheri al feto, gli ormoni della placenta tendono a contrastare l’azione dell’insulina prodotta dall’organismo materno. Se questo meccanismo si inceppa, si innesca una condizione di resistenza all’insulina e un aumento eccessivo della concentrazione di glucosio nel sangue materno.

Le conseguenze per la madre e per il nascituro

Se la futura mamma risulta positiva al test del carico di glucosio è importante che prenda precauzioni per la sua salute e quella del bebè. L’eccesso di zuccheri può portare rischi soprattutto al bambino: maggior peso alla nascita (macrosoma), sofferenza fetale, ittero, complicanze cardiache, disturbi respiratori e sul lungo termine, predisposizione a sindrome metabolica e obesità. Il diabete gestazionale ha dei rischi anche per la futura mamma, perchè può predisporla maggiormente a rischio di gestosi, edemi, parto pretermine, aumento di peso eccessivo e la possibilità di sviluppare diabete entro 5 anni dal parto.

Spesso, con diagnosi di diabete gestazionale, viene consigliato alla donna di eliminare le fonti di carboidrati, senza considerare il suo background; una dieta low-carb può essere adatta a una donna sovrappeso o obesa, ma è invece inadatta in caso di una donna sportiva o con aumento ponderale fisiologico; una dieta basata sull’indice glicemico rischia di escludere immotivatamente alcuni alimenti come zucca, carote e banane. Attenzione quindi, è sempre meglio una personalizzazione: la tipologia di dieta va studiata in base alla paziente, alla sua storia ponderale, al suo esercizio fisico e i carboidrati non vanno mai eliminati totalmente.

L’alimentazione corretta deve essere la prima terapia

Il miglioramento dell’alimentazione e l’introduzione di sessione costanti di attività fisica sono i capisaldi per una mamma con diabete gestazionale. L’alimentazione deve essere varia e comprendere proteine ad alto valore biologico, carboidrati da fonti integrali e complesse, grassi  buoni (per approfondimenti rimando a questo articolo)

Piccole accortezze per il controllo glicemico:
  • Meglio frazionare la dieta: fare una colazione equilibrata preferibilmente salata, spuntini tra i pasti, pranzo e cena non troppo tardi.
  • Evitare di fare pasti a base di soli carboirdati: è opportuno aggiungere una fonte di proteine e di grassi per equilibrare il picco glicemico. E’ molto meglio un piatto di fusilli integrali al tonno, piuttosto che un piatto di riso in bianco con le zucchine.
  • E’ importante eliminare le fonti di zuccheri semplici: zucchero bianco, zucchero di canna, miele, fruttosio, succhi di frutta, bevande zuccherate
  • Il dolce ce lo si può concedere occasionalmente, preferibilmente nel contesto di un pasto e mai al di fuori dei pasti o come spuntino. Nella scelta del dolce, meglio scegliere una torta  o biscotti fatti in casa piuttosto che meringhe, budini, panna cotta.
  • Anche la frutta apporta elevate quantità di zuccheri semplici, quindi è bene non consumare più di due frutti al giorno. Se si vuole consumare la frutta come spuntino, abbiate l’accortezza di abbinarla a una piccola quota di frutta secca, così da ridurre l’impatto glicemico
  • E’ importante anche assumere le giuste quantità di fibra, specialmente quella contenuta nella verdura, da inserire, anche in piccole porzioni, in entrambi i pasti.

 

Piccolo esempio di giornata alimentare:
colazione: yogurt greco con muesli
spuntino: mela con cannella e pinoli
pranzo: fusilli integrali con pesto di spinaci + un uovo alla coque + verdura condita con olio
merenda: pane di segale + parmigiano
cena: salmone al cartoccio con patate + verdura condita con olio extravergine d’oliva

F.

PROGETTO IN COLLABORAZIONE CON

No Comments

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: