la cellulite: il problema di (quasi) tutte le donne

La cellulite: il problema di (quasi) tutte le donne.

Durante il primo incontro del ciclo le Stagioni della Donna, abbiamo affrontato il discorso della ritenzione idrica e della cellulite, problema che affligge molte giovani ragazze.

Io, Sara e Barbara abbiamo affrontato l’argomento a tutto tondo.

Sara, da ostetrica, si è focalizzata a descrivere come gli ormoni agiscono sul nostro corpo, anche contribuendo alla ritenzione di liquidi. Barbara si è occupata del lato estetico, concentrandosi soprattutto a parlare di come prendersi cura della propria bellezza femminile, grazie a massaggi e linfodrenaggi manuali.

E io ovviamente ho analizzato a fondo la parte alimentare, additando gli alimenti “colpevoli” e svelando quelli che dovrebbero diventare i nostri migliori amici.

La cellulite è un problema a livello circolatorio: eccessi di acido lattico, derivati da sport intenso, e di tossine, derivate da alimentazione sregolata, peggiorano la situazione.

E qua voglio riportarvi qualche informazione utile!

I NEMICI

Il sale. E’ risaputo che l’eccesso di sale peggiora il ristagno di liquidi, soprattutto a livello delle gambe. Il colpevole è il cloruro di sodio: il consiglio è quello di sostituire il comune sale da cucina (anche iodato) con il sale marino integrale, che essendo ricco anche di altri minerali, non dà lo stesso effetto. Quando si parla di sale non bisogna però soffermarsi al solo e semplice sale bianco che aggiungiamo sull’insalata e nel sugo, ma anche a tutta la sfilza di alimenti che contengono sale aggiunto: affettati, salumi, formaggi in primis. E’ altamente un controsenso dire: “non aggiungo il sale perché ho la cellulite” e poi mangiare la caprese a pranzo e la bresaola a cena “giusto per stare leggera”…

Bevande nervine. Eccessi di tè nero, caffè e alcolici possono contribuire all’aumento della ritenzione di liquidi. Questo perché le sostanze eccitanti causano una restrizione dei vasi sanguigni, limitando e rendendo difficoltosa la piccola circolazione di sangue a livello delle gambe. Se la circolazione non è ottimale risulta difficile per il nostro sistema sanguigno portarsi via gli eccessi di liquidi e drenare. 

Latticini. Sono alimenti di cui non bisogna abusare perché peggiorano il ritorno linfatico. Moderazione e magari evitiamo lo yogurt a colazione tutti i giorni, cercando valide alternative.

Alimenti conservati e junk food. Sto parlando di tutti i prodotti industrializzati (cracker, grissini, pane confezionato), piatti pronti (zuppe, prodotti di gastronomia), surgelati, alimenti sott’olio e/o sotto sale. Facciamo rientrare in questa categoria anche tutti gli alimenti classificati come punk food: patatine, salatini, noccioline, cibi fritti, cibi da fast food…Imputati sia per il loro (altissimo) contenuto di sale  e per i conservanti, che limitano la funzionalità del sistema linfatico.

Troppa verdura cotta (!!). Quando la verdura viene cotta i sali minerali si cristallizzano. Un’eccesso di verdura cotta può non far al caso di chi, soprattutto in estate, deve fare la guerra con gli inestetismi della cellulite. Meglio optare per la verdura cruda drenante.

Troppi legumi (!!). Anche i troppi legumi possono rallentare il ritorno linfatico, riducendo l’attività dei linfangioni (che sono come delle valvole del sistema linfatico che, funzionando male, non permettono i drenaggio). Limitateli a 1-2 volte a settimana!

Troppi zuccheri. Un’alimentazione troppo zuccherina sicuramente non aiuta. Bisogna cercare di evitare e limitare tutte le fonti di zuccheri aggiunti, seguendo un’alimentazione naturalmente dolce. Ne ho parlato qui, qui e qui.

GLI AMICI

La verdura drenante. Soprattutto se consumata cruda: finocchio in primis, ma anche sedano, rucola e carciofi. Anche gli spinaci, crudi, essendo ricchi di vitamina C e potassio restano ottimi alleati

I frutti rossi. Significa ciliegie, fragole, lamponi, mirtilli, ribes. Sono frutti ricchi di polifenoli, sostanze che aiutano a rinforzare le pareti dei capillari sanguigni e favorire il loro lavoro di drenaggio. Si possono inserire a colazione oppure fare un bel frullato con del latte di mandorla non zuccherato come merenda.

Pesce a lisca pescato. Per la loro ricchezza di iodio: sardine, sgombro, branzino, merluzzo, sogliola, orata. Ottimo sia per una cena leggera con un contorno di verdure oppure a pezzetti in insalata.

Tisane e molta acqua. Zenzero, vite rossa, salvia e finocchio, ciliegie, tarassaco, centella. Questi sono solo alcuni esempi di infusi che possono andar bene ed essere utili allo scopo. Fondamentale è bere, non troppo e non troppo poco, il giusto: 1,5-2 litri possono essere sufficienti, scegliendo acque povere di sodio (ma ricche di calcio possibilmente…). E’ errato pensare che meno si beve, meno liquidi da trattenere ci sono, anzi!

Piccoli trucchi extra-alimentazione

  • a fine doccia usare il getto di acqua ghiacciata su piedi e gambe
  • non indossare pantaloni e abiti troppo stretti
  • non stare sedute troppo a lungo: basta alzarsi dalla scrivania una volta all’ora
  • evitare di accavallare frequentemente le gambe
  • usare creme adatte e massaggiarsi le gambe prima di andare a dormire
  • fare almeno 40 minuti di camminata al giorno a passo sostenuto
  • se praticate sport intensivi ricordate che il recupero è importante per alleviare i danni al microcircolo

F.

Categories: mangiare con equilibrio Tags: , ,
un weekend tra i colli toscani: olio, vino e sapori decisi

Un weekend tra i colli toscani. Anche se sono stata in Toscana altre volte, questa la reputo la prima volta. Perché solo ora ho avuto modo e occasione di vivere i gusti di questa regione e riempirmi gli occhi con la sua bellezza. Sì, un conto è vederla dalle fotografie e cartoline, sapere che è tutta un susseguirsi di bellissimi colli e paesaggi rurali…ma tutt’altra cosa è vederlo!

E allora vi racconto un po’ i posti in cui sono stata a mangiare e ad assaporare la vita.

Premessa: vi racconto anche i piatti che ho scelto di prendere. Non ci sarà carne, anche se ben so che la Toscana è la patria della buona carne. Il motivo? Di base non sono amante della carne rossa, in più, come raccontavo sul mio profilo Instagram, ho imparato ad ascoltare i bisogni del mio corpo, che mi chiede carne rossa solo in particolari momenti e questo weekend non era uno di quelli. Quindi, vi dirò anche cosa ha scelto il mio Lui, estremamente carnivoro! E sì, ci siamo coccolati!


Cantine Antinori nel Chianti Classico
via Cassia per Siena, 133 – Loc Bargino

Può sembrare strano vedere una dietista amante del vino? Ma io amo tutto ciò che c’è dietro: la passione, la pazienza, la speranza, l’amore, la cura. Tutto nasce da un semplice grappolo d’uva, che non è mai così “semplice”. Perché dietro ogni grappolo c’è un lavoro fatto dedizione e tradizione, che sì, a me fa emozionare e venire la pelle d’oca. Sono sensazioni che non so descrivere con le parole. E poi del vino amo il fatto che non è una semplice bevanda: è l’espressione meravigliosamente perfetta dei sapori della terra. Ed è per questo che spesso i miei viaggi contemplano almeno una degustazione o una visita in cantina!

Dopo questa lode al buon vino vi parlo di questa Cantina. Con la C maiuscola. E’ completamente scavata nella collina, con una perfetta sincronia tra modernità e tradizione, realizzato con una grande attenzione per i materiali e i particolari. Un posto mistico, magico, che esalta la passione per gli Antinori: per il vino, per l’arte, per la tradizione, per il futuro. Merita, se amate questo mondo, merita!


Rinuccio 1180
via Cassia per Siena, 133 – Loc Bargino

Sul tetto della Cantina, si trova questo ristorante dedicato a Rinuccio degli Antinori, capostipite della famiglia. E’ un posto magico (sì, anche lui!!), soprattutto nella stagione calda: tavoli immersi nelle vigne. Io sono felice così!
Grande scelta degli ingredienti, dove è possibile fare i perfetti abbinamenti vino-cibo. Cosa abbiamo preso?

Io: Rombo con chips di barbabietola su crema di broccoli + un calice di Franciacorta Brut Montesina (che è una cantina degli Antinori)

Lui: Chiantiburger, ovvero burger di manzo grigliato, servito con pecorino e scalogno al vinsanto e salvia fritta + un calice di Peppoli

Per entrambi: Pane toscano con olio e sale nell’attesa e un paio di cantucci per terminare il pranzo

Piccola nota sull’olio extravergine d’oliva. Fin da piccola, quando ogni autunno si andava a prendere l’olio fresco sul Garda, ho avuto la passione per l’abbinamento pane-olio-sale. E’ stata una cosa insegnatami dalla nonna e poi anche dalla mamma, che a volte per la disperazione, mi faceva cenare così (perchè andava a me, non perché lei non preparasse la cena…anzi!). Ed è una cosa che mi è rimasta anche ora che sono grande! Quando c’è il pane buono toscano (quello senza sale) e dell’olio di qualità è automatico: piattino, cucchiaio di olio, pizzico di sale e…scarpetta! In questo weekend l’ho insegnato anche al mio ragazzo e sapete…è una merenda più sana di quello che si possa immaginare: semplici ingredienti, grandi nutrienti. Purché l’olio sia buono e il pane non sia quello confezionato, bisognerebbe insegnare questi sapori anche ai più piccoli.


La Grotta di Fulignano
ristorante • enoteca • cucina toscana
Loc. Casaglia, Montefalconi – Fulignano

Una sorpresa! Un posto tranquillo, isolato e silenzioso, situato su una delle colline che circonda San Gimignano. Cena in terrazza, con vista su un tramonto che mi ha riempito letteralmente gli occhi di luce. Consigliato sia per la cucina che per la vista!

Io: Zuppa della tradizione con orzo, legumi e olio extravergine d’oliva + calice di Vernaccia

Lui: Agnolotti ripieni di carne di cinghiale con tartufo + calice di Chianti Classico

Per entrambi: Qualche fetta di prosciutto crudo senese come antipasto


diVinorum
enoteca
Piazza della Cisterna, 30 – San Gimignano

Si tratta di un’enoteca, la cui entrata principale è sulla piazza principale di San Gimignano, ma che ha 4-5 tavolini in una vetta stretta che si affaccia sui colli. Altra vista mozzafiato e altro posticino ideale per gustarsi un aperitivo con un buon calice di vino.


Cum Quibus
via San Martino, 17 – San Gimignano

Posso dirvi che è diventato un mio posto del cuore. Si trova nel centro del paese, tra lo splendore dei vicoletti medievali. E’ un ristorante raffinato, dove l’attenzione dello Chef per la composizione dei piatti e la selezione degli ingredienti è tutto. E si sente in ogni boccone. E’ un posto in cui si mangia Cibo e si gustano Idee. Ho apprezzato tantissimo la cura del personale, che ci ha spiegato ogni piatto e ogni ingrediente scelto. Abbiamo avuto la fortuna di cenare nel piccolo cortile: romanticissimo!!

Le tre entrée ci sono state offerte:

  • Sembra ma non è: un’oliva. Ovvero ripieno di aglio, olio e peperoncino con esterno di mousse al prezzemolo su letto di oliva nera sbriciolata
  • Insalata tropicale: cubetto di cocomero, guacamole e pomodorino confit
  • Terra e Mare: pezzetto di animella cotto lentissimamente su crema di baccalà (non vogliatemene, ma non l’ho assaggiata. Lui dice che era buonissima!)

Io: Tortelli ripieni di rombo sulla sua crema, con verde d’orto. La crema è stata ottenuta con gli scarti del rombo e la sua cremosità era perfettamente sgrassata dall’acidità delle verdure provenienti dal piccolo orto di un ragazzo: piselli, zucchine ravanelli bianchi e qualche foglia di lattughina.

Lui: Piccione (Scusate, ma non ricordo i dettagli del piatto!!)

E in posti così, dove la cura e gli abbinamenti vincono su tutto ci siamo concessi anche il dolce. Per me Mele, olio e rosmarino, ovvero una tosta di morbida preparata con olio extravergine d’oliva con composta di mele e gelato al rosmarino. Per Lui Pistacchio e Yogurt, ovvero striscia di torta di pistacchio, con ciuffi di yogurt e sferette di cioccolato bianco. Entrambi sublimi!


Podere Bellavista
Località Racciano, 43 – San Gimignano

E’ il posto dove abbiamo deciso di alloggiare per due delle tre notti trascorse in Toscana. Si trova su un colle affacciato a San Gimignano. Si tratta di un casa di campagna, tranquillissima, immersa tra vigneti e uliveti. La natura ti avvolge in una pace unica: complimenti Virginia!

E ora ve lo svelo. Cosa guardo quando devo scegliere il posto, anche solo per passarci una sola notte? Non solo la posizione, la pulizia e la location…ma anche e soprattutto la colazione! Se è compresa cerco recensioni, eventuali menù e foto della colazione che viene offerta. In questo caso mi sono fidata senza cercare troppe informazioni. Non so, sarà stato il fatto che vedevo tutto così rustico e tradizionale come piace a me! E devo dire che non sono rimasta delusa: proposte sia dolci che salate, tutte fatte in casa. Torte di mele o pere e cioccolato; biscotti; brioche dolci; torta salata con verdure; bruschette con pomodoro. E poi cereali integrali, yogurt, prosciutto e formaggio, pane da tostare, selezione di tè, caffè e latte caldo e freddo. Viene servita nella sala del podere, su tavoli apparecchiati benissimo e musica classica di sottofondo. Come poter iniziare meglio la giornata!


E queste sono le principali chicche di questa vacanza.

Per scoprirne altre seguitemi su Instagram!

F.

Categories: in viaggio Tags: , ,
celiachia, gluten sensitivity e dieta gluten-free..chiariamo!

Un italiano su cento soffre di questa fastidiosa intolleranza al glutine, che si manifesta attraverso disturbi di natura gastrointestinale.

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, una frazione proteica presente in alcuni tipi di cereali. La tossicità specifica è da attribuire alle fazioni alcol-solubili del glutine: gliadina nel frumento, secalina della segale e ordina nell’orzo.

Si tratta di una patologia autoimmune: significa che il corpo non riconosce una sostanza che gli dovrebbe essere familiare, come il glutine, e produce anticorpi per combatterla, distruggendo i villi intestinali.

cosa fa il glutine?

Il glutine, una volta ingerito da una persona celiaca, opera un’azione distruttiva ai danni dei villi intestinali, quegli organelli che, posizionati sulla mucosa interna dell’intestino tenue, si  occupano dell’assorbimento dei nutrienti. La mancanza o il cattivo funzionamento di questi villi comportano un’irregolare trattamento degli alimenti con conseguenti forti dolori di stomaco ma, anche, altri fastidiosi disturbi che vanno dalla diarrea, alla stipsi, alla flatulenza, al gonfiore.

manifestazioni e diagnosi

La manifestazione classica della celiaca è una sindrome da malassorbimento: calo ponderale repentino, astenia, diarrea e nei bambini blocco della crescita.

Purtroppo non è sempre così facile da individuare perché spesso i suoi sintomi si confondono o sovrappongono a quelli di altre malattie, soprattutto in età adulta. In alcuni casi può anche essere asintomatica: pur essendoci danneggiamento a livello intestinale non si registrano sintomi di alcun tipo, o meglio, i sintomi sono spesso extra-gastrointestinali e riconducibili ad altre patologie o problematiche. Tra i sintomi che possono far suonare il campanello d’allarme ricordo dermatite atopica, amenorrea, infertilità femminile e maschile, anemia, dolori ossei, osteopenia, artrite.

L’unico sistema per “scoprirla” è effettuare degli esami del sangue specifici per la ricerca degli anticorpi (antigliadina, antiendomisio, antitransglutaminasi) e sottoporsi a una biopsia duodenale in corso di gastroscopia, esame che permette di prelevare una piccola porzione di mucosa intestinale che poi verrà studiata in laboratorio. Per quanto riguarda la cura, ne esiste solo una: una dieta ferrea in cui manchi del tutto il glutine. Si tratta di un accorgimento alimentare che va osservato per tutta la vita, perché la predisposizione non può essere eliminata

“sono celiaco, ma lievemente”

A volte me lo sono sentito dire, ma facciamo chiarezza. Come abbiamo detto, la celiachia si può presentare con quadri clinici di diversa gravità e può interessare diversi organi ed apparati. Non si è quindi “più o meno celiaci” e non esistono “livelli più o meno gravi di celiachia”. Trasgredire volontariamente alla dieta o non prestare attenzione alle contaminazioni é dannoso per tutte le persone celiache allo stesso modo, anche in assenza di sintomi.

sensibilità al glutine non-celiaca

Si tratta di un altro tipo di intolleranza al glutine, in cui i pazienti che ne soffrono hanno una normale produzione di anticorpi e non hanno alterazioni della mucosa intestinale, avvertendo però una serie di disturbi risolvibili con l’esclusione del glutine dalla dieta. Si parla in questo caso di sensibilità al glutine non-celiaca (NCGS) e i sintomi sono: gonfiore addominale, meteorismo, alvo irregolare, crampi addominali a volte accompagnati da sintomi extra-intestinali come mancanza di concentrazione (foggy mind), ipofertilità, affaticamento, aborti ricorrenti.

Il problema di questa patologia è che non ci sono test adatti per effettuare diagnosi certa e l’unica strategia nutrizionale attuabile è una dieta ad eliminazione di glutine. Per questo percorso è meglio farsi seguire da un professionista perché, spesso, l’eliminazione del glutine porta a eliminare dalla propria alimentazione quasi tutte le fonti di carboidrati complessi. Glutine e carboidrati non sono sinonimi ed esistono numerosissimi cereali che sono privi di glutine e possono essere integrati senza problemi.

quando la dieta senza glutine è consigliata

La dieta senza glutine non ha alcuno specifico effetto sulla diminuzione del peso, non è utile per dimagrire, come molti credono. Come per gli altri alimenti, gli effetti sul peso dipendono da quantità e qualità nutrizionale degli specifici alimenti abitualmente consumati, nell’ambito dello stile di vita condotto. Al di là della vera e propria celiachia, l’esclusione di glutine dalla dieta è consigliata in alcuni protocolli dietetici specifici, in cui si hanno particolari benefici grazie all’eliminazione del glutine. In caso di PCOS, di poliabortiività, di fibromialgia, di patologie autoimmini e di dieta a basso contenuto di FODMAP il glutine deve essere eliminato o almeno limitato.

il gluten-free

Chi si trova con una diagnosi di celiachia in mano pensa di poter sopravvivere grazie ai prodotti senza glutine che si trovano in farmacia o ormai in tutti i supermercati. Infatti questi pazienti hanno un rimborso di circa 90euro al mese per l’acquisto di questi prodotti, ma sono davvero indispensabili? Oltre ad essere molto costosi sono spesso anche sbilancianti dal punto di vista nutrizionale. Infatti l’assenza di glutine deve essere compensata in qualche modo per dare agli alimenti la stessa sofficità e la stessa consistenza: questi ingredienti sono oli vegetali, margarine, additivi, stabilizzanti ed emulsionanti. Insomma, ingredienti che la nostra nonna non sapeva neppure esistessero.

Per fortuna ci sono tantissimi alimenti naturalmente privi di glutine che possono sostituire pane e pasta. Abbiamo una serie di gustosi cereali: riso di ogni tipo, grano saraceno, quinoa, miglio, amaranto, teff. Si possono usare per preparare primi piatti da grandi chef: in estate delle colorate insalate e in inverno delle calde zuppe. Con le loro farine si possono preparare crepes, piadinette, pianelle, torte dolci e salate, gnocchi, sformati, pancake…

Bisogna imparare a rivalutare le patate come fonte di carboidrati complessi: no, non fritte, ma al vapore o al forno con un filo d’olio e ne esistono di mille varietà e colori, dal bianco al viola. (Se le lasciamo raffreddare hanno un indice glicemico più basso!).

Per coloro che sono sensibili al glutine e non celiaci può essere utile sapere che alcune varietà di grani, pur contenendo glutine, hanno una bassa concentrazione di gliadina e possono essere tollerati: farro, segale, grano Saragolla o Senatore Cappelli.

Anche l’avena non comporta problemi. Infatti bisogna sapere che l’avena non contiene glutine, ma che può esserne contaminata: spesso i campi d’avena sono limitrofi a quelli di frumento. Quindi il consumo di avena per i soggetti celiaci non è consigliato (a parte quando è certificata l’assenza di glutine), le persone che soffrono di intolleranza non-celiaca possono consumarla tranquillamente.


Vi lascio quindi una semplice ricettina multifunzionale: una crepe che potete farcire come più vi pare e piace, proprio come fosse una piadina, oppure in versione dolce per la colazione o ancora per farci dei cannelloni gluten-free!

Crêpe di grano saraceno

cosa serve (per due porzioni)

  • 65 gr di farina di grano saraceno
  • 150 ml di acqua
  • 1 uovo piccolo
  • 1/2 cucchiaino di sale (grosso)
  • ghee (o burro chiarificato o olio extravergine d’oliva)

come si fa

In una ciotola mescola la farina di grano saraceno con il sale. A poco a poco, aggiungi l’acqua e, nel frattempo, mescola con un cucchiaio di legno Aggiungi l’uovo e continua a mescolare. Lascia riposare la pastella in frigo per circa mezz’ora-un’ora. Scalda pochissimo ghee (o grasso a scelta) in una padella antiaderente e quando la padella è ben calda aggiungi metà pastella. Muovi immediatamente la padella in modo che la pastella si distribuisca bene sul fondo. Non cercare di capovolgere la crepe fino a quando non è interamente asciutta in superficie e i bordi si staccano bene dalla padella. Girala e cuocila dall’altro lato per circa 1 minuto. E’ pronta per essere farcita a piacere!

F.

Ricetta: Polvere di Vaniglia
Immagini: Pinterest
Categories: mangiare con equilibrio Tags:
muoversi e stare in forma

Muoversi e stare in forma. La difficoltà, diciamocelo, è iniziare: a volte serve solo lo stimolo giusto, una motivazione adeguata, la spinta che ci faccia entrare nel giusto vortice di movimento e benessere.

E se questa motivazione non la si trova da nessuna parte, perché non farsi aiutare da un amico tecnologico?

N.B. Non sono pagata dall’azienda per pubblicizzare questo prodotto, ma ve lo voglio consigliare proprio perché io lo trovo molto utile per motivare al movimento. Certo è che non si deve pensare che questo strumento sostituisca il parere di professionisti, sia dietisti che personal trainer.

Sto parlando di uno smart tracker, più precisamente del mio nuovo FitBit Alta HR, uno strumento che monitora i livelli di attività giornaliere, oltre ad avere molte altre funzioni.

 come funziona?

Una volta collegato il braccialetto all’App si devono inserire i tuoi propri dati e impostare gli obiettivi personali: vuoi muoverti di più? vuoi bere di più? vuoi perdere peso? In base a tutti gli obiettivi che ci si pone il braccialetto invia dei messaggi che aiutino a tenere monitorati gli sviluppi giornalieri. Ecco cosa succede:

  • il braccialetto ti invia notifiche, con una leggera vibrazione, ogni volta che bisogna ricordarsi di  fare qualcosa: ricorda di fare 250 passi ogni ora, ricorda di bere, ricorda di andare a dormire a una certa ora (che impostiamo noi) affinché si raggiungano le ore di sonno adeguate
  • riconosce il movimento continuo, riuscendo a rilevare se ti stai allenando (non solo quando si corre o si praticano sport che prevedono passi, ma anche quando si va in bicicletta o si fanno esercizi). 
  • ricorda, con dei leggeri reminder, di muoverti, aiutandoti a mantenerti attivo
  • fornisce consigli personalizzati
  • premia con medaglie per stimolare un maggior movimento.

cosa fa?

Queste sono le funzionalità:

  • monitoraggio dell’attività giornaliera: registra il numero di passi, distanza e minuti attivi. Il braccialetto quindi conta i passi e i km percorsi, misura qu
  • monitoraggio della qualità del sonno con Sleep Stages: il braccialetto utilizza le variazioni della frequenza cardiaca per stimare il tempo trascorso nelle fasi di sonno leggero, profondo, REM e di veglia notturna.
  • monitoraggio del battito cardiaco: sfrutta il monitoraggio continuo del battito cardiaco e registra l’attività del cuore per l’intera giornata, durante l’allenamento e in ogni situazione.
  • riconoscimento dell’allenamento: rileva automaticamente determinati esercizi (corsa, ellittica, bicicletta e altro) e li registra nell’app Fitbit.
  • calcolo delle calorie bruciate: misura le calorie bruciate ogni giorno, non solo se si compiono passi, ma anche quando ci si allena in altro modo.
  • monitoraggio dell’acqua bevuta: ogni volta che si fa un sorso d’acqua si può registrare la quantità sull’App. In questo modo si tiene monitorato quanto si beve, tendendo sotto controllo il proprio obiettivo. Trovo che questa funzionalità sia molto utile per coloro che hanno problemi nell’aumentare l’apporto idrico: arrivano infatti notifiche sul bracciale che, oltre a ricordarti di bere, ti “sgrida” quando si beve troppo poco!
  • monitoraggio dell’alimentazione: questa è la funzionalità più critica, forse perché entra a stretto contatto con il mio lavoro. L’ho usata per 2-3 giorni, per valutare se la stima delle calorie è corretta e sì, lo è. Però attenzione, perché come vi ho sempre detto, il mero calcolo delle calorie non è utile per avere un’alimentazione equilibrata e corretta! Chi non è esperto in nutrizione può fare delle considerazioni drastiche e scorrette e arrivare a eliminare dalla propria dieta certi alimenti fondamentali. Nel mio lavoro spesso sento considerazione, soprattutto da parte di donne che vedono la parola “calorie” come un nemico: avere sott’occhio l’apporto calorico di ogni alimento che mangiamo, senza avere una minima idea e percezione di quanto/come quell’alimento possa essere importante o meno è “pericoloso”. Mi spiego meglio: abbiamo aggiunto 1 cucchiaio di olio extravergine all’insalata e l’apporto calorico del pranzo è aumentato di 90 kcal?! Il primo pensiero che verrebbe da fare è quello di non usarlo più, di tagliarlo dalla propria dieta. Eh beh, l’olio certo che ha un certo potere calorico, ma è FONDAMENTALE. Oppure altro esempio: siamo uscite a mangiare la pizza, aggiorniamo l’App e strabuzziamo gli occhi davanti al fatto che una pizza margherita abbia un apporto calorico di circa 800 kcal? Ok, non mangerò mai più pizza: questo sfreccia nelle menti di chi è sempre a dieta. Ed è quì l’errore. Non bisogna ragionare né in termini di “elimino completamente questo alimento” né in “non mangerò mai più questo piatto”, ma bisogna trovare l’equilibrio. Ecco, magari non accompagnamo la pizza a una porzione di patatine fritte e non prendiamo una fetta di cheesecake o una coppa di gelato, ma possiamo gustarcela senza troppi sensi di colpa! Quindi usate questa funzionalità con le pinze. Può essere utile  per chi è seguito dal punto di vista dietetico da un professionista e si voglia monitorare cosa si mangia, per avere più consapevolezza di porzioni, sgarri e attinenza allo schema…un po’ come fosse un diario alimentare!

differenza tra attività fisica e stile di vita attivo

Quante volte durante le visite mi sono sentita dire “ah, dottoressa, non faccio attività fisica, ma mi muovo tutto il giorno!”. Avete mai quantificato questo movimento??

Se ci poniamo come obiettivo di fare 10.000 passi al giorno (il minimo direi) vi potete accorgere che, se vivete in un piccolo paese e fate un lavoro d’ufficio, non è così facile raggiungerlo né tantomeno superarlo. E’ necessario in questo caso programmare una camminata o una corsa di almeno 4-5 km. 

Diversa è la situazione se abitate in città: c’è più occasione per muoversi, le distanze sono ben diverse e l’obiettivo dei 10.000 passi è più facilmente ottenibile. In questo secondo caso, però, sì, ci si è tenuti attivi, ma non si è fatta della vera e propria attività fisica. Avete capito qual è la differenza?

Quello che sto dicendo è che, in entrambi i casi raggiungere i 10.000 passi è l’obiettivo per mantenersi attivi, ma non possiamo dire che è una vera e propria attività fisica se non si sono programmati quei famosi 4-5 km (almeno!!) di camminata continuata a passo sostenuto o corsa. Utile poi sarebbe incrementare i famosi 10.000 passi quotidiani con 2-3 sessioni di allenamento di diversa tipologia, in base ai vostri gusti e alle vostre esigenze, affidandovi a personale competente.

la mia esperienza

E io? Cosa ci faccio con uno smart tracker?

Circa due anni fa, quasi per gioco e avendolo visto al polso della zia americana, ho acquistato il mio primo contapassi. Era rosso, della Jawbone, e si limitava a contare i passi e la distanza percorsa. Me ne sono innamorata! Perché, a volte un po’ pigra e svogliata, mi ha motivata moltissimo al movimento solo per il semplice motivo di voler vedere sul display del telefono le stelline e la medaglia per aver raggiunto l’obiettivo!

Mi è stato di sostegno in un periodo in cui, per motivi di salute, ho dovuto limitare moltissimo la mia attività fisica, riducendo al massimo tutti gli esercizi e soprattutto la corsa: sapere di compiere i 10.000 passi quotidiani era una sorta di rassicurazione. E poi l’ho testato sul mio corpo: muoversi tutti i giorni mi faceva sentire bene!!

In due anni ho capito (e l’App me lo ha confermato) che sono solamente due i mesi in cui faccio fatica a raggiungere l’obiettivo quotidiano, arrivando a volte neppure alla metà: gennaio e febbraio. Non male.

Ho poi trascorso il mio mese a New York senza del mio amico braccialetto, perché mi ha voluto abbandonare il primo giorno della mia avventura, ma avevo il contapassi del iPhone. Non è così accurato e non da motivazione, però almeno ho scoperto che la mia media di passi giornalieri è stata di 14.500 e circa 12 km al giorno (con picchi di 25 km!!).

Lo consiglio? Io sì, lo consiglio soprattutto a coloro che hanno uno stile di vita sedentario, così da incentivarli al movimento. Dopo una o due settimane di “relazione” con il braccialetto la voglia di muoversi viene naturale. Ricordate che, per la perdita di peso, è FONDAMENTALE il movimento: 10.000 passi al giorno sono il primo obiettivo che potete porvi per aumentare il vostro livello di attività fisica e per agevolare il calo ponderale!

F.

Foto di Una Marmellata di Foto

Categories: mangiare con equilibrio Tags: ,
una Mela a NYC – ultimi giorni

E’ giunto il momento di tornare. Ecco l’ultimo post riguardo la mia avventura newyorkese. Qualche posto nuovo (ma sono piuttosto abitudinaria) e qualche nuova spiegazione.

Buona lettura!

posti che ho visto

In primavera Central Park si veste di colori sensazionali!

Financial District, Memorial 9/11, One World Observatory

Partiamo dal punto più meridionale di Manhattan: Battery Park, che con il sole offre sempre viste magnifiche su Liberty Island e Ellis Island. Non ve ne parlerò perchè le avevo già vietate in passato: ci tengo solo a dirvi che, se volete capire la vera storia americana, non  dovete saltare la visita ad Ellis Island. Detto ciò, ritorniamo a Battery Park, da dove si prende la Broadway per imbattersi nella statua del Toro e della nuova bambina che gli si è posta di fronte: fotografarli in una giornata di sole è impossibile! Continuando sulla Broadway ad un certo punto, tra gli alti edifici finanziari che si specchiano l’un nell’altro, spunta la Trinity Church, che merita una visita. Davanti a lei si aprono le vie di Wall Street, dove si fanno i soldi!!

Poco distante da lì c’è il World Trade Center Site con le Memoria Pool: impressionanti e commoventi. In questo sito trovare anche il museo Memorial 9/11 (vale la pena visitarlo, gratuito il martedì dopo le 4pm) e all’angolo nord-ovest del WTC sorge in tutta la sua altezza e bellezza la Freedom Tower (WTC1): fare 102 piani in 47 secondi per godersi la vista a 360 gradi su tutta Manhattan dal One World Observatory vale la pena? ASSOLUTAMENTE! Prenotate i biglietti al tramonto!

Brooklyn Botanic Garden
1000 Washington Avenue (vicino a Prospect Park)

Per chi ama piante e fiori questo giardino di 20 ettari è il paradiso. Ci sono giardini bellissimi, tantissime specie botaniche e un bellissimo giardino giapponese, dove tartarughe d’acqua nuotano accanto a un tempio shintoista. Il periodo migliore è fine aprile-maggio quando fioriscono i ciliegi, che sono un regalo dei giapponesi. E’ gratuito il martedì!

The Metropolitan Museum of Art
1000 Fifth Avenue

Fa parte del Museum Mile, ovvero quel miglio della 5th avenue dove si trovano molti musei. Tra tutti i musei di New York credo che questo sia il più sorprendente. E ho aspettato l’ultimo giorno per andarci….sì, potevo svegliarmi prima! E’ immenso, quindi se volete visitarlo con calma meglio prendersi mezza giornata (4-5 ore). Il bello è che se non vi interessa l’arte di tutti i popoli e di tutti i tempi potete facilmente visitare le sezioni che preferite, “perdendo” poco tempo. Io mi sono persa guardando la pittura del 19° secolo e le sculture di Canova. Voi dove vi perdereste? Il costo del biglietto, se lo acquistate al momento dell’ingresso, lo decidete voi: alla cassa vi verrà chiesto quanto volete pagare, volendo anche un solo dollaro. Da maggio a ottobre è aperta la terrazza al quinto piano con vista su Central Park..dicono sia bellissima, peccato sia ancora Aprile.

Bushwick, Brooklyn

A fianco a Williamsburgh ha preso piede un nuovo quartiere di tendenza. Si chiama Bushwick ed è il quartiere più ipse della città. Si tratta di una zona industriale che negli ultimi anni si sta convertendo a residenziale, cambiando totalmente aspetto. Gli artisti, come da copione, sono stati i primi a popolare il quartiere in cerca di spazi espositivi e muri a caccia di colore. Oggi c’è un vero e proprio itinerario della street art in parte graffitato dal collettivo artistico The Bushwick Collective. Vi sembrerà di non essere più a New York: qui in tutti i locali si beve birra e c’è musica dal vivo e i negozi più di tendenza sono quelli vintage. La zona si estende tra le fermate della metro di Morgan Avenue e Jefferson Street, sulla linea L.

alcuni posti in cui ho mangiato

Egg Shop
151 Elizabeth Street, NoLita

Un posto davvero consigliato se amate le uova. Sul menù trovate sandwich un sandwich con scrumble eggs e marmellata di pomodoro, bowls con poached egg e il mio amatissimo avocado toast. Fette di pane integrale tostate con avocado schiacciato e un poached egg in cima. In più ti portano l’acqua aromatizzata di menta!

Caffè Integral
151 Elizabeth Street, NoLita

Proprio di fianco a Egg Shop, un posto tranquillo dove fare una pausa caffè come si deve! A colazione propongono anche un chia pudding davvero appetitoso e saziante! Curiosate il loro profilo Instagram per farvi venire voglia di una colazione da loro!

Sant Ambroeus
1000 Madison Ave, tra la 77th e 78th

Si tratta di un bistrò milanese a tutti gli effetti, un po’ di quella milano-bene che si ama e si odia. Sono stata portata qui un paio di volte per colazione da mia zia, la quale mi ha assicurata che l’Italia style si ritrova in tutto (a Pasqua c’era anche la Colomba, ma non so dirvi come fosse!). Per colazione trovate di tutto, ma quello che ho preferito è stato lo yogurt parfait: yogurt naturale con gramola homemade e frutti di bosco. Un’altra volta ho provato il loro avocado toast e devo dire che anche qui non è per niente male! Parliamo poi del cappuccio? Chi mi segue sa che sto ho quasi eliminato il caffè, a parte per qualche rara eccezione: questo cappuccio è stata per tre volte l’eccezione, ma vi assicuro che è uno dei migliori che abbia mai bevuto (…e il prezzo uno dei più alti mai visti…..shh).

Candle Cafe
2427 Broadway at 89th street (ma ci sono altre location)

Questo posto mi è stato consigliato, ma purtroppo non sono riuscita a provarlo. Ci sono passata davanti un paio di volte, sbirciato dentro e dato un’occhiata al menù: hanno diverse proposte vegan, organic e healthy, adatte alla mia filosofia di dieta. Io ve lo consiglio ad occhi chiusi, anche perché mi fido ciecamente della persona che me lo ha consigliato!

Joe & The Juice
Nella giornate calde non c’è niente di meglio che un buon succo o centrifugato per merenda. E questo è il posto giusto: frutta e verdura bio e tantissime proposte per accontentare tutti i gusti. Qui date uno sguardo ai gusti e scegliete il vostro preferito!

Il consiglio? Andate in quello di Bryant Park, prendete il vostro succo e cercate un tavolino nella biblioteca gratuita all’aperto che c’è nel parco…sedetevi, rilassatevi e leggete qualcosa!

Note e curiosità:

l’acqua in tavola
Ordinare l’acqua al ristorante ha dei costi elevati, ma la regular water (acqua naturale che ti servono direttamente dalla brocca) non ha alcun costo aggiuntivo!

verdure
Una cosa che mi ha sorpreso è che in molti ristoranti americani, a differenza dell’Italia, ci sono tantissimi contorni di verdure. Non me lo sarei mai aspettato. Vi elenco i contorni che si trovano più di frequente: cavolini di Bruxelles, asparagi gligliati, zucchine trifolate, insalata verde con taccole, broccoli salatati in padella, kale salad con pomodorini secchi (il mio nuovo amore!), insalata di pomodori, tabulè di verdure con patata dolce Il costo? 5-8$ a porzione…non mi sembra molto diverso a quello che paghiamo noi per un triste piatto di verdure grigliate…..

mercurio

Ogni anno qui in America si fanno degli esami del sangue di routine e tra questi esami viene anche dosato il livello di mercurio. Se elevato il Governo manda una lettera di avvertimento a casa, qualcosa del tipo: “your mercury level is too high, be careful and avoid foods containing this heavy metal”. Se il livello di mercurio è elevato si consiglia appunto di evitare tonno e pesce spada, ma bisognerebbe prestare attenzione a non esagerare con tutti i pesci di grossa taglia.

latte

Hanno diversi livelli di scrematura: trovate il whole (intero), 2% fat (parzialmente scremato) e skim milk (non-fat, scremato). Troverete però spesso anche half&half: si tratta di una “miscela” con metà latte e metà panna. La evitiamo?!

L’Empire mi ha salutato colorandosi di azzurro l’ultima sera!

Ciao NY, è stato bello!

F.

Categories: in viaggio Tags: , ,
una Mela a NYC – settimana 4

Il tempo non è stato affatto dalla mia parte questa settimana: pioggia, vento, freddo e un solo giorno di reale primavera in cui ho camminato circa 20 km per tutta Manhattan, da Central Park alla High Line…
Central Park poi  è meraviglioso in questo periodo perchè stanno sbocciando i fiori di ciliegio. Meraviglia!!!

posti che ho visto

Roosevelt Island
E’ una lingua di terra in mezzo all’East River. In passato era occupata quasi esclusivamente da diversi ospedali. Nel 2012 sulla punta meridionale dell’isola è stato aperto il Four Freedoms Park, dedicato a Franklin D. Roosevelt. Dall’isola si ha una bellissima vista su Manhattan e la cosa bella è che la si può raggiungere anche grazie a una funicolare pittoresca che attraversa l’East River.

American Museum of Natural History
Central Park West and 79th St
E’ il mio paese delle meraviglie, con centinaia di reperti scientifici: dinosauri, mammiferi, farfalle,… C’è anche una sezione, il Rose Center, che è la parte dedicata allo spazio. Da visitare assolutamente, ma di ore ne servono 4-5 per vederlo completamente. L’ingresso, pochi lo sanno, è su offerta libera: il prezzo che è segnalato (25 dollari) è solo un prezzo consigliato, ma potete entrare anche pagando solo 1 dollaro!!
Williamsburg
E’ un quartiere di Brooklyn, pieno di murales. Era un quartiere industriale, oggi diventato punto di ritrovo di tutti i giovani. L’East River Park è un’area a ridosso del fiume dove si può avere uno scorcio diverso su Manhattan. Bedford Avenue è la via principale della zona, ricca di negoziati particolari e vintage, di ristoranti e locali. La sera si anima e la cosa giusta è trovare un locale dove bere qualcosa e ascoltare musica live. Noi siamo stati da Pete’s Candy Store (709 Lorimer St. Brooklyn, NY).


Madison Square Garden
Parco ai piedi del Flatiron Building dove, all’ora di pranzo, si riversano tutti i newyorkesi per la pausa. E’ diventato, insieme a Bryant Park, la mia oasi in mezzo ai grattacieli. Consiglio? Andate ad acquistare qualcosa da Eataly e gustatela sui tavolini disposti nel parco.

alcuni posti in cui ho mangiato

The Little Beet
pranzo – cena


Un posticino fantastico per un pranzo -o una cena- sana e veloce. Potete scegliere tra bowl composte da verdure, cereali e un ingrediente proteico oppure comporre il vostro piatto come meglio vi piace, in maniera molto equilibrata e bilanciata. Infatti i piatti si creano scegliendo un ingrediente proteico (salmone, pollo, tofu..) e aggiungere 2 contorni tra cui vari tipi di verdure, e quinoa. Ah, dimenticavo la cosa più importante: è gluten-free. Qui date un’occhiata.

 

 

Levain Bakery
West 74th Street

E’ il negozietto fondato da due ragazze con un talento portentoso per la pasticceria. A New York in ogni angolo potete trovare un posto in cui si vendono cookies, ma pochi sono davvero di qualità. Quelli di Levain sono stati premiati come i migliori cookies della città: il piccolo negoziato in Upper West Side ha sempre una coda di persone che aspettano di gustare una merenda golosa, ma l’attesa ne vale la pena. I loro biscotti sono alti, morbidi e con un ripieno quasi liquido: io ho scelto l’Oatmeal Raisins Cookie. Peccato di gola che è permesso, ma un solo biscotto, mi raccomando!

 

 

 

230 Fifth Rooftop
230 5th Avenue

E’ il più famoso dei rooftop newyorkesi, con una vista sull’Empire mozzafiato. Si trova al 20simo piano di un edificio posto sulla 5th Avenue. Il clima non era dei migliori perchè faceva un po’ freddo, ma anche in inverno è aperto: ci sono funghi per riscaldare e si possono indossare anche accappatoi rossi per riscaldarsi. La consumazione non è obbligatoria. Noi abbiamo optato per l’ora dell’happy hour, condividendo un piatto di vita e humus e una birra.

 


Boston

Ho trascorso il weekend a Boston, innamorandomene.
Cosa vale la pena vedere?

  • Paseggiata nel centro, partendo dal quartiere con le case milionarie di Beacon Hill, passando poi attraverso i verdi parchi Boston Common e Public Garden (dove si trova il ponte sospeso più piccolo del mondo). Da lì poi iniziare l’esplorazione di Back Bay, che è il quartiere più piacevole da visitare, con piazze signorili e edifici vittoriani. Si parte ammirando da Copley Square, dove da una parte c’è la Trinity Church che si riflette nel John Hancock Building (l’edificio più alto della città) e dall’altra parte la Boston Public Library. Una passeggiata in Newbury Street è d’obbligo, con i suoi negozi d’arte e le sue gallerie. In questa via segnalo ai più golosi il Georgetown Cupcake, negozio di soli cupcake gestito da due sorelle: a quanto pare sono i migliori d’America, ma non li ho assaggiati perchè non mi piace come dolce.
  • Il Freedom Trail è un sentiero segnato in mattoni rossi che si snoda attraverso la città dal Boston Common al Bunker Hill Monument, ripercorrendo gli eventi e i loghi della Guerra di Indipendenza. Tra questi anche USS Constitution, la nave da guerra più vecchia al mondo e ancora galleggiante, situata al Charlestown Navy Yard.
  • Il Quincy Market è l’oasi dello shopping e del food. Si tratta di tre complessi (architettonicamente fantastici): nei due laterali sono situati negozi di ogni tipo, dai souvenir all’abbigliamento; nell’edificio centrale c’è la food court con un’enorme scelta: cucina cinese, greca, italiana. Ma quello che va provato è la zuppa tipica del New England: il chowder, una zuppa di molluschi e astice buona e saporita.
  • North End è uno dei quartieri più antichi e suggestivi di Boston. Ed è italiano! E’ gremito di ristoranti e caffè italiani…sembra una delizia del palato e sembra di essere a casa. (Ecco, purtroppo ci siamo solo passati…)
  • Harvard è una tappa d’obbligo. Si può entrare nel campus e passeggiare, ma non entrare negli edifici (l’11 settembre ha cambiato tutto…). Edifici in mattoncini rossi, giardini gremiti di studenti sui tavolini a studiare, intelligenza che si percepisce nell’aria…Nel campus ci sono dei musei (di storia naturale, di arte e uno -a detta della guida- bellissimo sui fiori di vetro), ma sono tutti a pagamento. Dal campus si può passare alla Harvard Square, da dove si diramano le viette del centro di Cambridge, piene di ristoranti, caffetterie e un enorme negozio dove si vende ogni genere di gadget marchiato Harvard: tra questi il The Coop è il migliore.
  • Il MIT (Massachussets Institute of Technology) è a poca distanza da Harvard. Qui c’è uno dei musei più originali della città, il MIT Museum. dal ponte lì vicino, Harvard Bridge, si può ammirare uno splendido skyline della città di Boston.

E per ora è tutto.

Grazie per aver letto le mie avventure della settimana!
F.

Categories: in viaggio Tags: , ,
una Mela a NYC – settimana 3

Dopo tre settimane nella Grande Mela voglio raccontarvi un po’ le abitudini alimentari degli americani.

La colazione viene quasi spesso consumata in strada o in ufficio: questo l’ho notato perchè quando si sale in metro alle 8 di mattina o sull’ascensore diretto ale 63simo piano c’è profumo di latte e caffè. C’è chi si prepara qualcosa da casa e ha il suo bel thermos da litro, o chi si ferma in uno Starbucks o simili sulla strada per l’ufficio e prende take-away. Quindi di cosa di tratta?

Spesso si tratta di un bagel (pane a forma i ciambella) con creme di formaggio o prosciutto. Altre volte si tratta di muffin o dolci di questo tipo. Ma devo dire che non è neanche difficile reperire colazioni più sane, anche se si è in giro per strada: yogurt greco con granola e frutta; oatmeal da gustare sia caldi che freddi, smoothie, pudding di semi di chia… Li trovate anche  take away nelle catene come Le Pain Quotidien o Pret-a-Manger.

Parentesi caffè, perchè in molti casi la colazione è caffeina e zucchero al 100%: lo trovate in ogni posto, ogni formato e ogni gusto. Vediamo la più famosa delle coffee house: Starbucks. Fate sempre un po’ attenzione a quello che ordinate, soprattutto se diventa un’abitudine quotidiana durante il vostro soggiorno. Il caffè che ho sentito maggiormente ordinare è il Caramel Macchiato: il bicchiere piccolo (tall) contiene 25 grammi di zuccheri…5 cucchiaini!! Anche un semplice Latte non ne contiene pochi: ben 13 grammi. Se oprate per latte vegetale (coconut o almond) gli zuccheri si abbassano. Un’altra cosa che sta spopolando è il Chai Latte: una bevanda a base di latte e concentrato di chai tea, che si ottiene con tè nero, spezie (cardamomo, pepe, zenzero, cannella, cumino, anice), zucchero, miele, sciroppo…quanti zuccheri? Uno piccolo ne ha 32 grammi!!!! Siamo impazziti! Io l’ho voluto provare, l’ho ordinato con il mio latte di mandorla (26 grammi di zuccheri), l’ho assaggiato: al primo sorso ho apprezzato moltissimo il gusto delle spezie perchè è molto aromatico, proprio come piace a me. Ma poi è arrivata l’estrema dolcezza..due sorsi sono bastati!

Quindi va bene provare questa loro versione chic del caffè, con i bicchieri take-away che fanno molto Il Diavolo Veste Prada, ma non fatevi prendere la mano e soprattutto scegliete bene!

Il pranzo spesso è leggero: l’ora di punta è dalle 12:00 all’ 1:00, ma ho visto gente mangiare anche alle 4:00. Consiste spesso in un’insalatona, un sandwich oppure nelle giornate fredde ho visto prendere anche molte zuppe. Un’altra cosa che va molto è il sushi. Sia da Whole Food che da Dean & Deluca preparano sushi al momento: si entra, si prende la vaschetta che si vuole, salsa di soia, bacchette e il pranzo è servito!

Poi è vero, molti americani si orientano anche su hamburger e patatine di Shake Shack, ma vi assicuro che questi posti sono frequentati più dai turisti!

E voi cosa potete fare per pranzo? Potete scegliere uno dei posti che vi ho consigliato fin’ora (qui e qui) per un pranzo veloce e leggero oppure orientarvi anche su un bagel, facendo attenzione agli ingredienti. Mai affidarvi a Starbucks, ma ci sono delle catene fidate dove potete comporre il vostro bagel con quello che preferite: Pick a Bagel, Whole Foods, Fairway.

La cena è consumata prestissimo, alle 7: alle 7:30 i ristoranti sono già gremiti! E per cena si tende a fare un pasto completo.

Nel weekend la parola d’ordine è il brunch: unione di colazione e pranzo con generi dolci e salati. Si fa dalle 11 del mattino alle 15-16 del pomeriggio. Il consiglio è quello di provarlo almeno una volta: se vi svegliate presto potete fare una colazione leggerissima con un tè/caffè e frutta e aspettare le 11 per gustarvi il vostro brunch, unendo colazione e pranzo. Questo a patto che si scelga un buon posto e si facciano scelte consapevoli e poco pasticciate. Quello che va per la maggiore sono i piatti a base di uova, ma anche pancakes (che sono di dimensioni astrali) e altre pietanze. Potete ordinare qualcosa di salato e poi del dolce da dividere con il tavolo. E cosa insolita è che potete ordinare il vostro cappuccino alla fine del pranzo e nessuno vi giudicherà!

posti che ho visto

Lower East Side
Street Art Walking Tour

Graffiti e murales qui diventano delle vere e proprie opere d’arte. Lungo le strade dei quartieri minori di Manhattan, a Brooklyn, nel Bronx o nel Queen, si possono ammirare un’infinità di graffiti, che portano la firma di alcuni degli artisti più popolari. Personalmente ho sempre trovato che le scritte o firme che riempiono muri e treni rovinino la città, però lo ammetto che quelli che ho visto sono delle vere e proprie opere d’arte, parte integrante della storia di New York.

Noi abbiamo fatto una passeggiata alla ricerca dei graffiti più belli del Lower East Side: partendo dalla fermata della metro 2nd Avenue ci siamo addentati nel quartiere di Nolita. 1st street, Elizabeth street, Prince street, Mott street, Mulberry street, Bowery: tutte vie in cui, se tenete gli occhi aperti potrete trovare delle ran belle opere d’arte. Naso in su e pronti a scattare foto!

Bryant Park

Ve lo nomino spessissimo, ma perchè in una giornata di sole è diventato il mio posto preferito. E’ tappezzato di tavolini verdi dove è possibile sedersi liberamente per leggere un libro, studiare o anche pranzare. Infatti nella zona ci sono parecchi posticini dove acquistare take-away qualcosa di buono e sano: Pret-a-Manger, Le Pain Quotidien (ce n’è uno proprio in mezzo al parco, e il negozio “ufficiale” a un lato), Whole Foods.

alcuni posti in cui ho mangiato

Carmine’s
200 West 44th Street or 2450 Broadway
cena

Posto di cucina italiana, ma moooolto turistico. Insomma, vogliono rappresentare male lo stereotipo della nostra amata cucina: pasta a volontà, sughi abbondanti, porzioni esagerate (da dividere assolutamente tra 3/4 commensali). Tutto molto ricco di aglio e cipolla e no, i sughi non hanno nulla a che fare con i nostri. La cosa più assurda? La carbonara con uova, panna e….pezzi di pollo (pollo!!!!!!). Si salvi chi può!

Perché ci sono andata? Solo per passare una serata in compagnia degli altri compagni.

Prohibition
503 Columbus Ave, between 84th & 85th
cena – dopocena – musica live

Volete un localino semplice, assolutamente non turistico, dove passare una serata tra un cocktail e l’altro in compagni di musica live? Questo fa per voi. Si trova in Upper West Side (vicino a casa!!!) ed è un locale molto piccolo, ma davvero molto tipico. Ci tornerei volentieri…e mi sa che lo faccio!

Panera Bread
colazione – pranzo veloce

Anche questa è una catena che si trova in più punti della città. Buone le salad, ma anche le zuppe che variano di stagione in stagione. I sandwich attenzione a quello che prendete, perchè possono essere molto ricchi di salse e ingredienti strani: ho trovato che i sandwich proposti per la colazione siano più semplici e salutari di quelli proposti per il pranzo. Io ho provato questo: Avocado, Egg White & Spinach Breakfast Power Sandwich e devo dire che come pranzo ci stava proprio! Date un’occhiata qui al menù!

Attenzione a una cosa quando ordinate, soprattutto nei diner americani tipici o nei pub: spesso, tra i contorni (sides) appare Mac & Cheese. Si tratta di una ciotola di pasta, spesso conghiglioni, irrorate di formaggio. Sì, loro usano la pasta come contorno…e non stiamo parlando di 30 g di pasta con verdure, saranno 80-90 g di pasta ai formaggi!!!

Mediterraneo
1260 Second Avenue, Corner 66th street
pizza – italiano

Il nome ricorda l’Italia e quindi sì…è un ristorante *veramente* italiano. La mia scelta è ovviamente ricaduta sulla pizza cotta al forno: ma quanto è bella la semplicità della pizza margherita?! Ottima, con ingredienti buoni e di qualità. Anche il prezzo è differente dai tranci di pizza a 1 dollaro che si trovano con tanta facilità…ma chiedetevi il perchè!?


Hamptons

Il mio weekend l’ho trascorso negli Hampons, più precisamente a Bridgehampon, che si trova nella South Fork di Long Island.

Posti meravigliosi, proprio come quelli che si possono vedere nei film: casette o ville basse e fatte in legno, con tetti spioventi e con ampi giardini. Il verde qui ha la meglio ed è rigoglioso!

Ciò che caratterizza la zona è la presenza di tanti villaggi, non città. Bridgehampon è il villaggio forse più tranquillo e con la via centrale più corta, ma piena di negozi. A poca distanza si trova Sag Harbor, che è un vecchio villaggio di pescatori di balene, dove si possono visitare diverse dimore storiche. East Hampton è la cittadina più glamour, ricca di negozi alla moda (ci saranno tipo 4 negozi di Ralph Lauren, che ho scoperto essere della zona).

Dalla South Fork è possibile raggiungere la North Fork via mare: abbiamo infatti preso il ferry boat a North Haven fino a Shelter Island, isola attraversata da sentieri escursionistici, e da qui abbiamo raggiunto Greenport, nella North Fork, con un’altra piccola attraversata. La North Fork, un tempo zona rurale di coltivatori di mais e di patate, oggi si sta trasformano in una zona di vigneti, costellata da numerose cantine dove è possibile anche fare visite guidate e degustazioni.

i pasti fuori:

Highway
290 Montauk Hwy, East Hampton

Un diner molto carino, popolato solo da gente del posto. For the table (significa che è un piatto da dividere con gli altri commensali) abbiamo scelto di dividere un Pita Bread con hummus di ceci e barbabietole. Come Appetizers (antipasto) io e la zia ci siamo divise due insalate, una Kale Salad (con cavolo nero, carote, ravanelli e un dressing allo zenzero) e una Farro Salad (con farro, cavolfiori, pomodori arrostiti, parmigiano e scaglie di mandorle). Come Main Course, sempre divisa con la zia,  la John’s Eggplant Parmigiana, una parmigiana di melanzane light con melanzane grigliate e perfettamente riuscita. Tutto sublime e molto di casa!!

Caci North Fork
56125 Main Road Southold, NY 11971

Il mio posto preferito in assoluto!
Lo chef? Marco Pellegrini, italiano, umbro per la precisione.
Il locale? Minimal, grazioso e pulito. Come piace a me.
La cucina? Semplice e genuina.
La mia scelta del giorno: insalata di taccole (snow peas) e foglie verdi, con mandorle in scaglie e parmigiano; a seguire salmone con pistacchi, asparagi servito su una crema di yogurt al limone; e anche il dessert con gelato alla vaniglia fatto in casa e amarene. Sono in Italia o in America?!?

Bobby Van’s Steakhouse
2393 Montauk Highway, Bridgehampton (ma hanno ristoranti anche in Manhattan)

Da buon americano, questo è il posto preferito del marito della zia. Si tratta di un tipico diner stile americano, ma il migliore della zona in fatto di carne. Non proprio nei miei gusti, le mie preferenze sono altre, ma devo ammettere che la carne era molto buona e tenera. In più hanno un favoloso pane integrale con le uvette che servono caldo!!

Alla prossima settimana!

F.

Categories: in viaggio Tags: , ,
una Mela a NYC – settimana 2

Seconda settimana, nuovi posti e nuovi consigli!
Buona lettura!

posti che ho visto

Lincoln Center

Si tratta di un agglomerato di edifici con un’architettura modernista in cui si trovano i più importanti teatri e auditorio della città. Consiglio una visita serale per vederne e apprezzarne il luccichio.

Little Italy & Chinatown

Vi consiglio di perdervi a piedi tra i quartieri di Chinatown, SoHo e Little Italy. Prendete la metro e scendete a Canal Street e da lì girate completamente a piedi per la zona: vi accorgerete come è facile passare da lanterne cinesi e insegne al neon alle tovaglie a quadretti di Little Italy. Il tributo al nostro paese si concentra a Mulberry Street dove ci sono numerosi ristoranti tipici, ma in cui non so se fidarmi ad entrare o meno….Insomma, sembrano così lontani dalla nostra Italia.

Rockefeller Center

Sembra una città a parte sulla 5th Avenue: ricca di posticini carini dove mangiare un boccone o anche solo prendersi un caffè per una pausa dallo shopping. Ma ricordatevi di guardare in alto: altezze da togliere il fiato! E’ qui che si trova il Top of The Rock: il panorama per eccellenza su tutta Manhattan (se dovete scegliere se salire sull’Empire o sul Top of The Rock, lo ribadisco: il secondo è molto meglio!)

Grand Central Terminal

Merita una visita anche se non dovete prendere il treno: il main concorse della Grand Central sembra una maestosa sala da ballo: marmo rosa e un soffitto a volta celestiale. Ovviamente con al centro il suo famoso orologio, riconoscibile in moltissimi film! Piccola perla: c’è la Whispering Gallery: se siete con qualcuno andate al pianerottolo a volta proprio sotto il ponte che collega Main Concourse alla Vanderbilt Hall, posizionatevi ognuno in un ascolto opposto all’altro dei due passaggi a volta, giratevi contro il muro e sussurrate qualcosa….una cosa romantica magari!!

Brooklyn Bridge & Dumbo

Il consiglio è di pianificare l’attraversata del ponte al tramonto: vedrete dei panorami meravigliosi che vi porterete nel cuore per sempre. Per ora io ho solo attraversato il ponte e vagato senza meta per Dumbo (Down Under the Manhattan Bridge Overpass) che è un quartiere con state acciottolate, dove un tempo c’erano vecchi magazzini ottocenteschi, oggi trasformati in condomini di lusso. Il bello di questo quartiere è che offre degli scorci su Manhattan davvero suggestivi: occhi aperti!

Un paio di note di shopping.
A chi, come me, ama i biglietti d’auguri, blocknotes e cartoleria di questo tipo consiglio di fare un giro da Papyrus (più punti vendita nella città), ma occhio ai prezzi: i biglietti sono fatti a mano e possono costare anche 10 dollari! Librerie: The Corner Bookstore (1313 Madison Avenue at 93rd Street) e Book Culture on Columbus (450 Columbus Ave). Casa e oggettistica: Williams Sonoma e Fish Eddy (889 Broadway at 19th Street). Moda&Co.: Macy’s e Bloomingdale’s sono sicuramente i centri più famosi e una tappa la meritano senz’altro, anche perchè piazzati in palazzi bellissimi e poi perchè speso riservano delle grandi offerte anche per le grandi marche (sono tipo la nostra Rinascente).


alcuni posti in cui ho mangiato

Dean & De Luca
gastronomia – pranzo veloce – cafè

Si tratta di un market “di lusso”, ordinatissimo e con prodotti di qualità e packaging davvero bellissimi. Si trova un po’ di tutto: c’è un bancone di sandwich e panini (con varie tipologie di affettato, anche Curdo di Parma DOP e i suoi prezzi salati….), un bancone dove è possibile trovare zuppe, primi piatti e insalate appena preparati, un banco frigo dove trovare sushi, sashimi e piatti orientali preparati davanti ai vostri occhi, una postazione per il pane&co (no, non trovate la classica focaccia fumante che ci sarebbe in una postazione del genere in Italia) e c’è anche l’angolo delle dolcezze con cookies, cioccolatini e torte.  Io ci sono stata un paio di volte per prendere qualcosa al volo da portarmi a casa per cena o per risolvere un pranzo in maniera salutare, quindi ve lo consiglio! Una raccomandazione…… occhio ai prezzi! Ecco il sito.

Pret a Manger
colazione – pranzo – cena

Si tratta di un healthy fast food che non usa additivi chimici, conservanti e coloranti. Molti alimenti sono organic, quindi biologici e ce n’è per tutti i gusti. Essendoci molti punti vendita nella città può essere l’ideale via di fuga dal buffet insano e ricco di zuccheri e farine raffinate che vi propinano in hotel: ci potete trovare porridge, oatmeal, acari bowl e varie proposte con uova sode. Per pranzo potete trovare zuppe di vario genere, insalate (senza condimento, che potete aggiungere voi a vostro piacimento), sandwich e le ormai famose wrap (tipo di tortilla ripiene con diversi ingredienti). Qui ciascun alimento ha una lista completa degli ingredienti e dei valori nutrizionali, dategli sempre un’occhiata per fare le scelte nutrizionali migliori. Date un’occhiata qui al menù e alle proposte.

Turkish Kitchen
386, Third Avenue
pranzo – cena

Quando si va in una città cosmopolita come NYC e si hanno dei compagni di corso da tutto il mondo, così un giorno ci siamo decisi a provare la cucina turca. Io ho provato il Mandarli Tavus Sis, un piatto unico a base di pollo grigliato, polpette di funghi, bulgur integrale speziato e verdure grigliate. Adoro come questi paesi mediorientali creano piatti bilanciati!

Jacques Torres Chocolate
merenda

Siamo stati qui dopo aver attraversato il ponte di Brooklyn e girato un po’ per Dumbo. Con le mani gelate ci siamo rifugiati in questa cioccolatiera e provato la loro cioccolata calda: per me classica, per le mie compagne speziata (wicked) e con caffè (mocha). Buona, densa, riscaldante e non eccessivamente dolce. Ci sono diversi punti vendita nella città: date un’occhiata qui.

Birdbath Bakery
colazione – panificio

Ne ho ben due vicino a casa e mi è stato d’aiuto in questa settimana in cui mi ha assalito la voglia di dolci (voi donne capite!). Tutto qui è troppo dolce fino ad essere stucchevole, solo alla vista. Invece questa bakery offre dolci semplicissimi e fragranti e soprattutto non in dimensioni eccessive! Hanno anche il pane e proposte salate che non ho ancora provato. Qui il loro sito


Washington DC

Ho trascorso il weekend nella capitale degli USA insieme a un gruppo di compagni. E’ una cittadina completamente diversa da NYC: tutti edifici bassi perchè nulla può superare in altezza l’obelisco!

Cosa vale la pena vedere?

  • The White House and the West Wing: vi assicuro che nei film sembra grande il doppio. La West Wing è stata costruita successivamente ed è attualmente la sede dello Studio Ovale, lo studio del Presidente.
  • The National Mall: un enorme parco al centro della città dove sono tenuti i principali monumenti della memoria come il Vietnam Memorial, Korea Memorian, World War 2 Memorial (finanziato da Tom Hanks), Lincol Memoria. Bellissimo è anche il JFK Memorial e il Martin Luther King Memorial (ma gli americani hanno la mania dei memorial? Devo ammettere che sono delle grandi opere d’arte!!). Sempre in questo parco c’è la famosa pool e l’obelisco, segno della città. Sicuramente l’avrete tutti visto: avete presente in Forrest Gump quella scena in cui Forrest tiene un discorso (silenzioso perchè avevano sabotato il microfono) e poi corre nella fontana (pool) per riabbracciare la sua hippie Jenny? Ecco, sto parlando di quel parco, quell’obelisco e quella pool lì!
  • Arlington National Cemetery e la Tomb of the Unknown Soldier: in questo enorme cimitero militare in stile americano (sì, come quello dei film) è il posto della sepoltura di JFK e sua moglie Jacqueline. Inoltre c’è la tomba del soldato sconosciuto che è sempre sorvegliata da una guardia: ebbene sì, a partire dal 1930 non c’è uragano o tempesta di neve che tenga, c’è un soldato che ha l’onore di non lasciare la tomba. E ogni ora (ogni 30 minuti in estate) c’è anche una bellissima cerimonia del cambio della guardia.
  • The Capitol: è la sede del potere legislativo, quel bellissimo edificio con la cupola bianca che si vede in tutti i film, per intenderci!
  • Smithsonian Institutions: con questo nome si raccolgono una quindicina di musei gra-tu-i-ti. I temi sono vari: arte, spazio, storia americana, scienze naturali. La maggior parte si raccolgono intorno al giardino del National Mall e sono situati in edifici bellissimi!

Inoltre abbiamo avuto la fortuna di capitare a Washington DC nel weekend di apertura del Cherry Blossom Festival. Infatti viene celebrata la fioritura degli alberi da ciliegio che si trovano in tutta la città. Peccato per il tempo nuvoloso e per la nevicata di settimana scorsa, altrimenti credo sarebbero stati ancora più stupendi…

Come sempre, i consigli sono ben accetti!
Seguitemi su Instagram per scoprire ogni giorno le mie avventure nella Grande Mela!

F.

Categories: in viaggio Tags: , ,
una Mela a NYC – settimana 1

L’arrivo a NY non è stato dei più sereni, lo ammetto. Non mi ero mai allontanata da sola dalla mia famiglia, dalla mia “comfort zone”, dai miei ritmi e dalle mie abitudini per così tanto tempo.

No, non è stato (e non è ancora ora) affatto facile iniziare questo mese da sola dall’altra parte del mondo, dove tutto ha una dimensione totalmente diversa. La difficoltà esiste anche a causa del mio carattere introverso, della mia difficoltà ad aprirmi e a socializzare. Sto affrontando tutto come una sfida con me stessa: chi vincerà alla fine? Io o…me stessa?!

Però ora non voglio raccontarvi delle mie difficoltà che sto superando, voglio raccontarvi i miei giri e i miei suggerimenti, culinari e no, della settimana. Come vi dicevo nei post scorsi, essendo già stata a NY un paio di anni fa, tralascio tutte le mete strettamente turistiche, che però vanno fatte: Liberty and Ellis Island, Empire State Building, Top of the Rock, musei vari…

In questi giorni ho girato tantissimo a piedi (media di passi giornalieri: 14.000 passi, abbassata dal giorno di neve..), percorrendo in lungo e in largo.

Posti che ho visto

Central Park
Che dire, è immenso, bellissimo…e ho scoperto che quando nevica i newyorkesi lo usano come campetto d’allenamento per lo sci di fondo!

Midtown
L’area di midtown si gira benissimo a piedi e racchiude un grande numero di posti da vedere. Si può partire dalla 5th Avenue e andare dal Rockefeller Center alla Grand Central Station (c’è un angolo dei sussurri..magari ve ne parlerò..), per poi deviare su Bryant Park e fare una sosta. Appena dietro il parco c’è la bellissima NY Public Library che una visita la merita senz’altro. Si può poi continuare a passeggiare e arrivare all’illuminatissima Time Square, affollata e piena di negozi. E infine, re di tutta la zona, l’Empire State Building!!

(Se mi chiedete “meglio salire sul Top of The Rock o sull’Empire?”…io vi rispondo che ho preferito senza dubbio il Top of The Rock!)

SoHo
Ci ho passeggiato una domenica pomeriggio soleggiata. E’ una zona che è stata totalmente rinnovata e rivalutata, in cui trovare alcuni negozi carini. Attraversate Spring street ed è una bellezza, sia architettonica, sia per i negozi. In più ci sono i sanpietrini… a me la cosa ha fatto sentire a casa, ed è l’unica zona in tutta NY dove poterli vedere!

Guggenheim Museum
Chi mi ha seguito su Instagram e ha visto le mie stories conosce la storia: stavo guardando la mia mappa quando uno sconosciuto si è avvicinato e mi ha chiesto dove fossi diretta. Guggenheim Museum, ho risposto. Lui mi da le indicazioni e io mi metto in cammino. Quando arrivo di fronte al museo (che volevo solo vedere dall’esterno…), lo sconosciuto di prima mi si avvicina e mi dice che se voglio entrare lui può farmi avere l’accesso gratuito. Eh certo che voglio, almeno mi riscaldo! E quindi mi ritrovo a passeggiare per la “vite” del museo, guardando opere d’arte astratte che….in fin dei conti mi piacciono!!! Ci sono opere di Kandinsky e Degas che mi fanno riscoprire l’amore che avevo in quarta liceo per l’arte!!

Consigliatissimo!! Poi dà su Central Park, motivo in più per una visita!

Flatiron & Union Square
Un pomeriggio, uscita da scuola, dall’Empire State Building mi sono diretta sulla Broadway, percorrendola per un piccolo pezzo verso sud. Si incontra per prima cosa il Madison Square Park, un parco campeggiato dal bellissimo edificio Flatiron (quello piatto, per capisci!). Non so perchè, ma fin da piccola sono rimasta colpita da questo insolito edificio, tant’è che mi ricordo benissimo due anni fa quanto l’ho osservato da sotto il mio ombrellino in una sera di pioggia. Continuando sulla Broadway si arriva a Union Square, dove 3-4 giorni a settimana c’è un mercatino dei produttori locali (ecco, io sono arrivata che se ne stavano andando tutti, sarà mia premura tornarci). Poco dopo Union Square, sempre sulla Broadway mi sono imbattuta nel paese delle meraviglie: Strand Bookstore, una libreria disposta su tre piani, in cui ci sono infiniti e fittissimi scaffali di legno contenenti centinaia di libri, sia nuovi che usati. Ci ho passato dentro un’ora abbondante, riemergendo con qualche bella scoperta!

High Line & Chelsea Market
Le zone del Meatpacking District e di Chelsea sono state per anni quelle più industriali di tutta Manhattan: per liberare le strade dal traffico hanno dovuto costruire dei bari elevati per il trasposto merci. Sono proprio quei binari i protagonisti dell’opera di rinnovamento urbano della città. Ora c’è un parco che percorre, elevato rispetto alla strada, diversi isolati. Una delle cose più suggestive della città. Si è in piena Manhattan senza rendersene conto! Al termine della High Line, in corrispondenza della 14th st, si trova il Chelsea Market, altro esempio di ristrutturazione e conservazione urbana. Un tempo era una fabbrica di biscotti (la Nabisco, produttrice degli Oreo!!), oggi è una galleria coperta con diverse offerte culinarie. Ho già adocchiato qualche posto dove mangiare, nelle prossime settimane vi farò sapere certamente quali preferisco!

Lì intorno ci sono dei negozi di abbigliamento carini, Theory è uno di quelli, se vi piace la moda!

Alcuni posti in cui ho mangiato


Premessa: stando qui 40 giorni ho la cucina in appartamento. Pensavo e speravo fosse maggiormente attrezzata, invece ho solo una padella piccola e una casseruola. Il microonde c’è, ma ho solo una ciotola che può essere usata. Insomma…non ho grandi possibilità di dilettarmi in cucina: non un coltello per tagliare e neppure un tagliere. Mi hanno consigliato di provvedere ad acquistare ciò che mi serve, ma non essendoci dei prezzi bassi evito! La maggior parte delle mie cene, almeno questa settimana, sono state fatte a casa: esco al mattino alle 7:30, alle 19:00 rientro e sul mio profilo Instagram potete vedere le semplici cene, che cerco sempre di bilanciare con ciò che trovo a pranzo!


Whole Food Market
Come raccontavo in precedenza, si tratta di una catena di generi alimentari biologici o comunque locali. Lì ho fatto la spesa per le colazioni e le cene e  chi ha seguito le mie Stories su Instagram si ricorderà che ho mostrato parte della spesa fatta il primo giorno. Ho pensato innanzitutto alla colazione: fiocchi d’avena per il porridge, cocco in scaglie, burro di mandorle (spremute direttamente), latte di mandorla non zuccherato. Ho acquistato poi riso basmati, uova, gallette di riso integrale, frutta fresca (mele, kiwi e banane), verdura fresca (carote  e broccoli), verdura surgelata (piselli e spinaci). Controllare sempre le etichette: anche se bio, molti prodotti sono comunque industriali, e contengono molto sale e zuccheri. E poi attenzione ai prezzi!!! E’ un posto adatto anche a un pranzo veloce: c’è un ampia zona dove poter mangiare e dove potersi preparare delle insalatone con legumi, carne o pesce con alcuni ingredienti sconditi e semplicemente lessati, altri già conditi: attenzione anche in questo caso a non scegliere piatti troppo pasticciati e conditi. Ci sono anche piatti già pronti e panini di ogni tipo: occhio anche qui ad abbinamenti, salse e condimenti.

Per un pranzo veloce meglio optare per quello di Bryant Park, che è di gran lunga migliore rispetto a quello in Columbus Circle, ottimo invece per la spesa. In quest’ultimo sono passata al volo una sera alle 20:00 per prendere qualcosa di rapido per cena: mi sono portata a casa la mia vaschetta take away con un insalata di ceci e quinoa, semplice e sana come piace a me!

Cafè Luxembourg
200 W 70th St tra Broadway e West End Ave

Qui mi ha portata la “zia” newyorkese. Si tratta di un bistrò alla francese popolato da gente tipicamente del quartiere. Nessun turista! I piatti sembravano tutti buoni e non troppo pasticciati; io ho scelto il salmone con lenticchie, cavolini di Bruxelles e funghi. E’ vicino al Lincoln Center, quindi è un posto ideale prima dello spettacolo. Richiede prenotazione!

Le Pain Quotidien

Avendolo non troppo distante da casa, ci sono stata una sola volta per colazione, appena arrivata. Ho ordinato un uovo alla coque, che servono con pane fresco del giorno e burro. Una colazione completa e saziante, giusto quello che serve per camminare per ore. Appena si entra c’è subito un profumo di pane ad accoglierti e ci si sente già meglio. Anche l’arredamento costituito di tavoli, sedie e banconi in legno contribuisce a creare una location intima in cui sentirsi a casa. Rimane sempre una certezza e un’ancora di salvezza per la colazione, ma anche per il pranzo. 

Argo Tea
949 Broadway (vicino a Madison Square Park)

Ci sono piombata dentro un pomeriggio in cui un vento gelido mi aveva fatto congelare piedi, mani, orecchie e naso. Attratta dal colore verde dell’insegna sono entrata per un tè e sono rimasta dolcemente sorpresa dalla quantità e varietà di tè che offrono. Ci sono diverse location in Manhattan, vi ho segnalato quella in cui sono stata io, sperando di ricapitarci!

Sarabeth’s Bakery
75 Ninth Avenue

Si trova all’interno di Chelsea Market ed è il posto perfetto per una merenda golosa. Non amo i dolci americani, ma quando ho deciso di entrare in questa pasticceria per il mio tipico tè riscaldante di metà pomeriggio non sapevo ancora di trovare una fetta di banana bread ad aspettarmi. Era lì, gli ingredienti buoni, il profumo ancora più buono e l’ho presa, insieme a un tè Coconut Green Tea (ec-ce-zio-na-le!). Una delle merende più buone dell’ultimo periodo!

Cookshop
156 10th Ave at 20th St

Meta molto in voga per il brunch del weekend: offrono un’ampia scelta tra diversi piatti, soprattutto a base di uova. Ideale per chi vuole poi avventurarsi sulla High Line in una domenica soleggiata. Io ho preso delle uova in camicia con humus di patate dolci: semplice e non troppo pasticciato! Propongono anche pancakes, hamburger e altre delizie (ok, forse non troppo diet) per il brunch.

Avra Madison estiatorio
14 E 60th street

Mia zia me lo presenta come ristorante greco, al che io (tra me e me) storco un pò il naso. Ma dice anche che è uno dei ristoranti migliori della città e che è difficile trovare posto: quindi devo ritenermi estremamente fortunata che ci sia un tavolo con il nostro nome riservato per le 7pm di domenica sera (prenotando alle 5pm). Il posto, bellissimo e di classe, supera le aspettative: un entrèe con pane croccante e olio extravergine di oliva (ah, quanto mi mancava il tuo *vero* sapore); a seguire chips croccanti di zucchine e melanzane con una simil tzatziki e ovviamente pesce freschissimo! Fantastico, da provare e soprattutto prenotare!!

Ora vediamo la seconda settimana cosa porterà! Se avete consigli scrivetemi una mail!

F.

Categories: in viaggio Tags: ,
mangiare a New York, mi salverò?

“Vai in America? E cosa mangerai? Chissà con quanti chili tornerai!”. Alzi la mano chi non si è mai sentito rivolgere una frase di questo tipo avendo un biglietto per gli States in mano. Certo, è vero che chi ci tiene alla linea e al mangiar sano, l’America non è proprio il paese ideale: sto andando nel paese in cui ad ogni angolo (ma che dico, ad ogni metro) c’è un fast-food, nel paese in cui le porzioni sono tutte raddoppiate, nella patria in cui la Coca-Cola costa meno dell’acqua e in cui zuccheri e grassi (non quelli buoni) la fanno da padroni.

Indiscutibilmente è vero che nella parte centrale degli USA, soprattutto nei piccoli centri è difficile reperire cibo diverso da hamburger e patatine o uova e bacon ma è anche vero che nelle grandi o medie città mangiare sano è possibile e le soluzioni sono tantissime.

Anzi, in città importanti come New York negli ultimi anni è nata una “cultura” vera e propria del mangiare sano e biologico.

Detto ciò, mi salverò? Sono certa di potercela fare senza grandi problemi! Questo anche perchè vivrò in appartamento, con la possibilità di preparami i pasti per conto mio.

Far la spesa certo che nasconde le sue insidie, soprattutto in uno stato in cui la legislazione riguardante il cibo non è così ferrea come quella in Italia e in Europa. Il mio precedente viaggio mi ha permesso di iniziare a fare delle valutazioni riguardo il cibo in America.

Ho già messo in conto di spendere abbastanza per pasti e spese sane: negli ultimi anni le catene di cibi organic stanno aumentando, ma hanno dei prezzi considerevolmente alti se li paragoniamo a hot-dog e patatine che costano 3-4 dollari. Ma non voglio farmi del male, anche perchè 40 giorni non sono proprio pochi, e quindi ho ragionato che preferisco tornare a casa con qualche soldo in meno piuttosto che con cibo di cattiva qualità in corpo e meno energie.

Il fatto, brutto, è che in America tutto è pieno zeppo di OGM: dalla carne, al latte alle verdure. Sulle confezioni è specificato quando NON sono contenuti: ergo, se non c’è scritto niente lascerò il prodotto sullo scaffale. Ho letto che una delle marche di latte migliori a NY è la Wallaby e la Siggi per gli yogurt: lo tengo a mente se dovesse venirmi voglia di latticini, anche se, come potete vedere dalle  ultime pubblicazioni su Instagram o Facebook, sto cercando di evitarli quasi completamente.

New York è una città cosmopolita, è la città che non dorme mai e ha una grande varietà di offerte e mangiare sano non è impossibile, questo l’ho capito durante il mio primo soggiorno.

Per i generi alimentari a New York si può andare da Whole Foods Market o Fairway Market o Gary Null Whole Foods. E ho scoperto di averne uno nella stessa via, quindi devo solo preparare una lista della spesa pronta per l’arrivo, dove non mancheranno cereali, fiocchi d’avena, frutta secca e altro ancora.

L’unico che ho provato precedentemente (in Inghilterra però) è Whole Foods Market che vende alimenti biologici: si tratta infatti di una catena di ristoranti-supermercati, dove è possibile trovare anche  cibi pronti, come zuppe, primi, secondi di pesce o carne, molti tipi di pane e frutta di ogni tipo. Vi mostrerò come funziona…seguite la mia avventura su Instagram!

Mi sono anche segnata una serie di locali dove magari capiterò e allora vi dirò se vale la pena tenerli in considerazione:

Li avete provati?

Ne avete altri da consigliarmi?

F.

Categories: in viaggio Tags: , ,