abuso di professione, parola alla dietista

Posted: 11 maggio 2018

Abuso di professione. Dopo più di tre anni di lavoro, mi sono imbattuta più volte in realtà in cui c’è chi, pur non avendo abilitazione, elabora diete e fornisce consigli alimentari.

Pazienti che arrivano dopo essere finiti nelle mani di chi sembrava essere in possesso della formula miracolosa per dimagrire, ma che hanno fatto solo danni.

Questo succede sempre più spesso nelle palestre, nei centri benessere, ma, ahimè, anche in alcuni reparti ospedalieri. Anche in farmacia non è difficile trovare chi si improvvisa nutrizionista e fornisce, magari dopo test alimentari altamente costosi, diete ad eliminazione senza avere le basi.
E nei social?

Già, perchè la nutrizione e la salute è diventata un business!

Avverto che questo sarà un post un po’ cattivo, in cui riverso tutto, non da me, ma doveroso.

La realtà dei social e l’abuso di professione

Parliamo dei social, dove blogger e influencer mostrano pasti e prodotti acquistati vantandone le proprietà nutrizionali e salutistiche. Per l’amor del cielo, c’è chi lo fa correttamente e dice cose sensate, appoggiandosi al consiglio di  esperti o documentandosi.

Ma un conto è dare informazioni generali sul tipo di alimentazione da seguire (ad esempio: mangiate più legumi, fate mangiare la frutta ai vostri bambini come merenda….) e sull’esercizio fisico da compiere; un conto è dare precisi piani dietetici e consigli alimentari, raccogliendo anche dati del cliente/paziente.

Inoltre nel blogging valgono anche i numeri e i follower: un profilo professionale che magari non vanta grandi numeri sarà difficilmente preso in considerazione da aziende o agenzie. Ho visto eventi e partecipazioni in ambito di nutrizione tenuti da persone non qualificate solo perché “hanno tanti follower”, “sono bravi ad accattivare il pubblico”, “sono instagrammabili”. Ok, ma non basta leggere un libro per poter dispensare consigli così importanti come quelli alimentari. Non basta.

Questo e abuso di professione, attenzione  a chi date i vostri Like.

“Ho perso 15 chili con il mio programma, chiedimi come!”

Sono certa che frasi di questo tipo le avete viste benissimo sui social, soprattutto Facebook e Instagram. E’ un sistema di vendita piramidale in cui si promuovono pasti sostitutivi (spesso beveroni e polverine di dubbia provenienza) e programmi alimentari forniti dai produttori, ma divulgati da chi non ha competenze nutrizionali ma vanta solo di averli provati.
Questo tipo di mercato si sta espandendo, grazie alla creazione di gruppi sui social e di piccole o grandi community. Creando curiosità grazie a immagini, slogan, foto del prima e dopo, testimonianze solo positive. Credete che i commenti dei post e dei forum siano veri e non solo pubblicitari? Molti di questi account sono fasulli, che non raccontano esperienze reali.

Il fenomeno si è divulgato soprattuto tra donne che vogliono dimagrire subito e velocemente, ma si sta divulgando anche tra ragazze che hanno problemi alimentari più gravi, che solo professionisti dovrebbero trattare.

Purtroppo chi mette in vendita questi programmi fa in modo di non creare un vero abuso di professione, che gli evita la denuncia.

Ma sapete i danni immensi che fanno?

Seguire stili alimentari di questo tipo, senza controllo dietetico, può portare sì a un dimagrimento nel breve periodo, ma nel lungo periodo crea danni: abbassa il metabolismo, porta a una riduzione della massa magra, porta a gravi carenze di macronutrienti.

Chi vi vende questi prodotti lo fa per soldi, non per altro. Non ha alcuna competenza in ambito nutrizionale e sicuramente non sa quali sono i principi da seguire per favorire una perdita di peso sana e sul lungo periodo.

E allora chi può fare diete?
Fornire schede alimentari personalizzate, con indicazione delle caratteristiche fisiche di ogni cliente e relative valutazioni, diari alimentari, prescrizioni alimentari e revisione delle prescrizioni. Sono tutte attività riservate a biologi o dietisti.

Ai sensi dell’art. 348 c.p. abusa di professione chi, non abilitato all’esercizio della professione di dietista o di biologo, prescrive programmi alimentari, elargendo generici consigli alimentari, svolgendo attività di educazione alimentare.

I personal trainer, i massaggiatori, gli estetisti, i farmacisti, i naturopati, i blogger, i guru alimentari non possono valicare i limiti del proprio lavoro.

Differenza tra dietista, biologo nutrizionista e dietologo

Sono figure su cui c’è molta confusione, anche a livello legislativo. Ma proviamo a fare chiarezza.

Dietologo o Medico Nutrizionista

è un medico, con laurea in Medicina e Chirurgia, e specializzazione di 4 anni in Scienze dell’Alimentazione. E’ suo compito fare una valutazione clinica, diagnosi, prescrizione di diete e, al bisogno, farmaci e integratori.

Nella mia esperienza formativa ho lavorato con un dietologo il quale mi ha confidato: “ la bravura di un dietologo sta nell’avere al suo fianco una brava dietista”

Dietista

è un professionista sanitario con laurea triennale in Dietistica, facente parte della facoltà di Medicina e Chirurgia (insomma, una professione sanitaria come infermieristica, fisioterapia, logopedia…).  Durante i tre anni si sostengono numerosi esami riguardanti la clinica medica (patologia, cardiologia, gastroenterologia, nefrologia, malattie infettive) e l’elaborazione di diete. Prima della laurea è obbligatorio superare l’esame di stato che consente l’abilitazione alla professione. Senza abilitazione non ci si laurea. Non esiste albo, ma solo l’Associazione Nazionale Dietisti (ANDID), di cui faccio parte.

Il dietista può svolgere numerose attività: educazione alimentare, elaborazione di diete per soggetti sani e malati, ricerca scientifica, nel settore alimentare e nell’alimentazione collettiva.

Il dietista non può fare diagnosi di malattia e prescrivere farmaci (integratori sì) e, per elaborare una dieta grammata necessita della prescrizione del medico. Perchè? Perchè vogliamo accertarci delle vostre condizioni cliniche, per poter elaborare il piano migliore per voi. Anche se siete “sani” e volete perdere solo qualche chilo.

Biologo nutrizionista

con il nuovo ordinamento ha una laurea in biologia/biotecnolgie/farmacia/veterinaria/tecnologie alimentari… e ha poi frequentato un corso magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana o Biologia Applicata alle Scienze della Nutrizione. Per esercitare la professione deve aver superato l’esame di Stato ed essersi iscritto all’Albo dei Biologi.

Il biologo nutrizionista può valutare i fabbisogni nutritivi ed energetici, elaborare schemi dietetici e lavorare nell’ambito dell’educazione alimentare.

Diversamente dal dietista non necessita prescrizione medica. Tuttavia se la persona che si rivolge al biologo nutrizionista si presuma sia affetta da qualche patologia, il biologo deve inviarla al medico per accertarsi dello stato di salute.

Attenzione alla vostra salute

Per citare l’amica e collaboratrice Beatrice Mazza: “Ricordatevi sempre che sul web si trovano decide di informazioni differenti, che i follower si comprano, ma le lauree no. La legge italiana vieta a queste figure di fare quello che fanno, vieta  l’esercizio abusivo della professione,  solo che non vengono presi provvedimenti.”

La vostra salute viene prima di tutto.

Come fossi vostra sorella o la vostra migliore amica, vi prego di scegliete una persona che abbia competenze, che sia laureata, che abbia a cuore la vostra salute e non solo il proprio conto in banca.

Vi consiglio di leggere anche questo mio vecchio post riguardante le diete: Noi Nel Paese Delle Diete Dimagranti

F.

Ph intestazione: Carlotta Favaron; Ph articolo: Verdiana Ramina

2 Comments

  • Valentina 15 maggio 2018 at 10:34

    Articolo chiarissimo e molto utile. L’unica cosa è che paragonare i farmacisti ai massaggiatori o agli estetisti mi sembra un tantino azzardato. Il farmacista è un laureato quinquennale con conoscenze sanitarie e durante il corso di studio svolge anche diversi esami inerenti l’alimentazione. Detto ciò, la legge è quella e non esiste che i farmacisti possano prescrivere diete o compilare piani alimentari personalizzati, non si discute. Ci tengo solo a specificare che non è una figura paragonabile a chi non ha affrontato un lungo percorso di studio nell’ambito scientifico.

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    • franci 15 maggio 2018 at 14:17

      Buongiorno Valentina. Assolutamente, hai ragione. Mi spiace che possa essere passato questa interpretazione, non volevo assolutamente. Ho totale stima dei farmacisti, per il percorso di studi e lavorativo che affrontano. Non è affatto semplice, ne sono consapevolissima! Vero è che ci sono farmacisti che “abusano” della professione facendo diete senza poterlo fare. E questo, personalmente, non lo reputo una cosa professionalmente corretta, tutto qui.

      Grazie per il tuo commento!

      Reply

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